Pace, pace e ancora pace – prima parte

pace pace...Per essere in pace bisogna vivere come anime… articolo finito a questo punto perché non è una condizione così frequente sulla faccia della Terra, malgrado l’affermazione di personaggi che sembrano usciti da un carosello d’annata, visto che con quella bocca, almeno credono, possono dire quello che vogliono, neanche usassero il motto di una famosa pubblicità del dentifricio Chlorodont, interpretata da Virna Lisi nel 1958.

Invece l’articolo continua perché si può sempre vivere la pace possibile, una pace che deve essere ricercata sempre e comunque, sospingendo l’ignoranza a venire a più miti consigli, una ignoranza che vuole far passare come pace qualcosa di diverso, una pace illusoria che deriva dal tenere lontano tutto e tutti per non essere toccati in ciò che possiamo migliorare, ma che non siamo disposti ad agire.

Ho la sensazione che la Vita sia in pace, l’umanità nel suo complesso certamente no, ma ciò in cui siamo e ci muoviamo, come diceva San Paolo, certamente sì. Sono sempre più convinto che tutto abbia un senso e che nulla si muova a casaccio, facendo parte di una progettualità di cui certamente non ne comprendiamo il senso, ma questo non significa che sia necessariamente fallata.

Bisogna stare in pace perché nulla viene per nuocere, perché la Vita desidera il meglio per ogni forma di vita, piccola o grande che sia, presente sulla Terra e non solo. Invece, abbiamo paura che non sia così, vivendo continuamente controcorrente per poi lamentarsi delle difficoltà incontrate. E’ la paura che ci frega, quella sorta di istinto in antitesi all’intelligenza che dà retta alle ombre perché proprio non ce la fa a nutrirsi di coerenza.

Bisogna stare in pace e contentarsi, siamo quello che dobbiamo essere e non siamo neanche così male come riteniamo di essere. Dobbiamo fare i conti con quello che c’è e vedrete che le cose andranno per il meglio. Il problema nasce quando diamo retta alle nostre illusioni, le quali finiscono sempre per mandarci fuori strada, per poi ritrovarsi a dire peste e corna di un prossimo che non fa altro che il suo dovere, metterci davanti all’incoerenza che ancora ci appartiene.

L’essere umano invece non si accontenta e anche quelli mogi mogi che sembra non ne vogliano, cercano anche loro di ottenere più di quanto necessitino, impegnandosi fino in fondo nel tentativo di piegare la Vita a proprio uso e consumo. Contentarsi non è comunque semplice, perché tutto sembra sempre poco e insufficiente per una coscienza poco esperta, una coscienza che non è in grado di esprimere una visione d’insieme e non parcellizzata.

Invece non abbiamo alternative, la Vita è quella che è con i sui ritmi, non resta che adeguarsi cercando di trovare un ritmo sempre più adeguato per cogliere la bellezza insita in ogni istante della nostra esistenza. Se non siamo in pace come possiamo rendercene conto? Se non vi è presenza nel nostro agire ogni sforzo sarà inutile, perché il tumulto interiore ce lo impedirà.

Non si possono servire due padroni, l’anima e la personalità… bisogna scegliere orientando il nostro agire verso l’essenza di cui l’anima è espressione… ma a questo punto vi rimando alla seconda e ultima parte di questo articolo prossimamente pubbblicato su questo bellissimo portale.