Non bisogna abituarsi ad un mondo che va a rotoli

il mondo che va rotoliIn questo periodo in cui il mondo va in una direzione che sta all’antitesi della costruzione e la ricerca del bene, si fa molta fatica a capire come ci si deve muovere. Le energie che dominano sono molto pesanti, direi quasi paralizzanti. I pensieri che sorgono spontaneamente sono di dolore, tristezza, sconforto e male. Già di prima mattina, quando si aprono gli occhi, si ha la sensazione che tutto stia per andare male, e magari si ha appena trascorso una notte dove gli incubi e gli orrori imperavano. Non è cosa semplice contrastare questi tipi di pensieri e situazioni.

Aiuterebbe tanto se non ci si identificasse con quello che si sente e se si pensasse che tutto quello che avviene sia importante per il futuro dell’umanità. Il male porta alla luce la parte più brutta delle persone, e perseguire le tentazioni fa sì che l’uomo si senta giustificato a comportarsi in maniera losca e dannosa. Ci vuole tanto coraggio e tantissima forza per decidere di scegliere la direzione della verità e lucidità.

Non possiamo e dobbiamo abituarci a vedere gli esseri umani imbruttiti, avidi e cattivi.

Anche se fatichiamo a ricordare un mondo più bello, potremmo esercitarci anche solo a sognarlo. Vi ricordate gli odori della primavera? Vi ricordate il cielo blu? E potrei continuare ancora cercando di smuovere la vostra sensibilità sfidando le emozioni percettive.

È difficile percepire l’unione quando si cerca di alienare le persone e di dividerle. L’unione fa la forza non è un detto obsoleto.

Qualche settimana fa ho trascorso delle giornate buie, attraversando istanti di solitudine e sconforto. Mi sentivo così sola e debole da arrivare a pensare di essere sola nell’universo, poi ho deciso di aprire il cuore lasciando da parte l’egoismo e la concentrazione verso il mio piccolo spazio, e ho sentito una leggera onda di benessere. E quando ho visto che tutti stiamo male, ho inteso che è più utile pensare agli altri che solo a me stessa.

È fondamentale avere sempre la percezione di noi stessi e focalizzare l’attenzione rispetto a quello che viviamo e proviamo in ogni momento, ma ampliando la visione a ciò che ci sta attorno, tutto cambia.

Non siamo sbagliati se non accettiamo lo schifo, la distruzione e la vacuità. Non siamo matti se pensiamo che sia folle la situazione attuale. Forse pochi ne parlano in modo costruttivo, e impera la lamentela passiva. Parliamone pure ad alta voce e condividiamo i nostri pensieri, ma poi rimbocchiamoci le maniche e mettiamo quello che rimane delle nostre energie per cambiare quello che possiamo. Non adattiamoci, non lasciamo che le cose succedano senza la nostra vera presenza. Quando l’energia che spesso chiamo “buco nero” ci ingloba, usiamo tutta la luce dell’universo per alzare la testa e reagire.

Dico tutto questo perché parlo di me, di ciò che vivo ogni giorno. Troppo spesso mi scordo del reale significato della vita e questo fa male, perché mi allontana da me stessa e dagli altri.

Alla messa di Pasqua il prete ha salutato tutti con l’augurio di una solidale unione, e durante la benedizione osservavo le persone che riempivano la Chiesa, mi si è scaldato il cuore! W l’unione! Siamo tutti fratelli in fondo…