Il Natale del cuore, la nascita nella grotta

la nascita nella grottaLa celebrazione della nascita di Gesù è uno dei momenti più belli della liturgia cristiana. Questa festa è cara a tanti, sembra proprio che travalichi l’orientamento religioso e invece sia legata più che altro alla sensibilità individuale. Con l’arrivo del Natale si percepisce una leggerezza nonostante i cuori siano gravati da un’oscurità che raggiunge il culmine il 21 dicembre (solstizio d’inverno). La nascita di Gesù appartiene all’intera umanità e tutti ne traiamo beneficio. Non penso sia un caso che nel vangelo emergono degli elementi comuni con altre tradizioni. Gesù nasce in viaggio e lo stesso Gautama Siddharta, il futuro Buddha, viene al mondo lontano da casa. Secondo il culto misterico romano Mitra viene alla luce in una grotta e nel vangelo troviamo scritto che Gesù appena nato venne posto in una mangiatoia. A quei tempi sembra fosse molto comune ricavare le stalle nelle grotte. Il simbolo della grotta ricorre spesso nel mito. Mi ricordo di aver visitato a Creta una cavità molto profonda formatasi nel declivio di un monte. Secondo la mitologia è stata la culla di Zeus, proprio dove il mito greco ebbe inizio. La grotta è il luogo ove lo spirito plasma la materia per accogliere la coscienza. E’ il ventre materno dove si forma la vita.

E’ il cuore che custodisce nella stanza più interna il tesoro della vita. D’altra parte nelle saghe nordiche a volte viene individuato come il luogo dove riposa il drago. Gli eremiti amavano ricavare il dormitorio nel ventre della montagna. Francesco all’Averna e all’eremo delle carceri dormiva in dei giacigli ricavati nella pietra. Si racconta che in quegli austeri scenari satana abbia provato più volte a farlo cadere. Nello stesso modo Celestino V, il papa della rinuncia, cercava l’abbraccio divino nella materia più densa. Radicati nella roccia i mistici bruciano, con la scintilla del cuore, ciò che è del mondo in modo da produrre quel chiarore che li faciliti a riconoscere il sentiero che giunge al Signore. Tutti gli sforzi individuali di ascesa verso il cielo trovano compimento nella nascita di quel Bambino. L’ oscurità viene vinta una volta per tutte dal Cristo. Per mezzo della luce di Gesù la materia viene illuminata. Da quel momento inizia un altro viaggio. Il disordine lascia il passo all’ordine. La materia è stata ordinata al tal punto che cambia di stato. Allora la coscienza può entrare nel Regno dei Cieli. 
Si può notare che gli avvenimenti più significativi della vita di Gesù, la nascita e la resurrezione, avvengono in una grotta. Comunque nonostante la matrice comune sono evidenti delle differenze. Mentre la risurrezione avviene lontano da occhi umani, alcuni sono chiamati a rendere omaggio all’arrivo della luce divina.

Nel vangelo di Luca si legge che un angelo si presenta ai pastori che pernottavano nei campi per far da guardia al gregge annunciando la nascita del Salvatore. Allora i pastori si recano fino a Betlemme a far visita al Bambino nella mangiatoia. Poi se ne ritornarono donde erano venuti glorificando ed adorando il Signore. Come mai proprio i pastori e non altri sono stati chiamati ad incontrare il Signore nella grotta? Forse perché i pastori sono abituati a vegliare il gregge e in particolar modo durante la notte? Magari anche noi quando avremo imparato a vegliare nella notte della coscienza il nostro gregge di pensieri ed emozioni saremo chiamati ad entrare in quella grotta.