L’8 Dicembre e la purezza…

8 DicembreTutte le volte che nasce un nuovo giorno la vita appare in tutta la sua bellezza. Così i cuori, se la visione li assiste, possono sorridere ai raggi del sole. Prima dell’arrivo dell’alba, il silenzio pervade tutta la natura che attende inquieta e fiduciosa. Nel passaggio dall’oscurità alla luce tutto è sospeso, niente è più come prima e fa capolino la sensazione di unità. Ogni suono spogliato della sua mancanza e libero in se stesso partecipa al silenzio generale che accompagna la nuova nascita.  Una sorta di stupore primordiale che si rinnova quotidianamente allo stesso modo dello sguardo puro del bambino quando incontra la sua prima volta in qualsiasi attività si cimenti.
Nella tradizione cattolica l’8 Dicembre è una giornata importante in quanto viene festeggiato il dogma dell’Immacolata Concezione, istituito nel 1854, che sancisce l’immunità dal peccato originale della Vergine Maria sin dal primo istante del suo concepimento. Prima di giungere a questa posizione, la dottrina della chiesa cattolica ha compiuto un lungo percorso pieno di contraddizioni mentre il culto di Maria in quanto Madre Divina, già da molto tempo aveva fatto breccia nel sentire popolare. A ben vedere questo sentimento popolare non ha confini geografici in quanto, anche in Oriente alcune leggende raccontano che il Buddha sia stato concepito divinamente.

Non sta a me pronunciarmi su una questione teologica tanto delicata, invece quello che mi interessa è portare l’attenzione sul dato di fatto che l’8 Dicembre viene festeggiato in Occidente per l’Immacolata concezione e in Asia viene ricordato come il giorno del risveglio del Buddha . Secondo la principale tradizione buddista, quella Mahayana, all’alba dell’8 Dicembre, Shakyamuni mentre stava meditando sotto l’albero della Bodhi, vide la stella del mattino e realizzò il risveglio, divenendo così Shakyamuni Buddha. Aveva raggiunto uno stato di coscienza così radiante, definita in seguito Illuminazione, che le forze del male rappresentate da Mara non avevano più presa su di lui. Inoltre, dato che Maria in alcune preghiere viene definita la Stella del Mattino, il presunto legame tra Maria e il Buddha trova ulteriori punti di contatto rispetto a quelli già esplicitati precedentemente, nonostante il pensiero comune ritenga che questi due esseri appartengono a due mondi lontani. Secondo la tradizione esoterica, il Buddha e il Cristo rappresentano le due fiaccole che rischiarano il cammino dell’umanità. Da un certo punto di vista l’insegnamento del Buddha può essere visto come preparatoria per un’umanità che aspira a conoscere quella luce che la contraddistingue. Cioè quell’intima natura luminosa che contemporaneamente ne costituisce l’essenza più elevata e l’acqua più pura a cui abbeverarsi.

Maria che nel vangelo di Giovanni viene nominata come la madre, viene percepita da alcuni come una presenza  protettiva che sostiene e riscalda  attraverso il suo puro manto di amore che avvolge delicatamente quelle parti bisognose di tale calore. In alcune scritture si legge che ad un cuore puro niente è precluso. E’ questa condizione di coscienza che permise a Maria di sostenere la prova più grande nell’assistere alla morte prematura e dolorosa del Figlio su quella croce per il bene dell’umanità? Con la stessa purezza di intenti Gautama Shakyamuni si sedette sotto l’albero della Bodhi quando decise per il bene dell’umanità di entrare in meditazione e di uscirne soltanto quando si fosse “risvegliato”? La Tradizione ci insegna che in Oriente come in Occidente potremo ascoltare quel suono puro che tutto unisce soltanto quando avremo purificato la percezione…