Considerazioni alchemiche

considerazioni alchemicheLa vita è abbondanza, perfezione, certezza.

Me lo dimostra il respiro che incessante va e viene… e ci unisce alla vita. Viene da dove non si sa… e porta vita ad ogni nostra più piccola cellula. E noi, per quanto contratti, ritrosi, risentiti, mal disposti, poco possiamo per ostacolarne la funzione.

Il respiro, per quanto corto, affaticato, addirittura ansimante, altro non può che venire e andare, venire e andare. Fluire con la vita. Andare e venire col giorno e la notte, con l’alba e il tramonto, con l’alternarsi delle stagioni, con la nascita e la morte.

Ogni attimo della nostra banale vita, di semplici e comuni esseri, afferma la bontà della vita. Attraverso le strettoie della nostra piccola volontà, nonostante lo sguardo miope della nostra personalità e la percezione lancinante del nostro male di vivere, malgrado tutto la vita trionfa e si afferma con saggezza e giusta misura. Nella sua danza, fatta di alternanza di tinte fosche e spente, poi brillanti, a ritmo incalzante e sincopato, ma poi cadenzato e morbido, noi possiamo perdere i punti di riferimento, disorientarci per le vertigini, la visione può divenire torbida e confusa. Ma può essere solo un attimo, come un giro di giostra!

Mi fermo, accolgo il respiro e con esso il cuore della Vita. Scelgo la Vita e la sua pienezza.

La luce appare dopo la tenebra più fitta. La nascita avviene solo dopo il travaglio, durante il quale il dolore assesta il canale del parto. Che forza la vita! E che bellezza!

Il miracolo della vita si manifesta nella sua potenza e imponderabilità. Così il verbo si fa carne, continuamente. E io realizzo che così è sempre: nascita, morte, nascita.

Se poi cedo alla ragione della vita e assecondo il suo flusso sapiente, nulla più ostacola il mio procedere per giungere a valle come fresca acqua di sorgente montana, godendo del mio stesso suono e della mia trasparenza.

Allora mi autocelebro in perfetta sintonia con la sacralità della Vita: io, impercettibile granello di pulviscolo, goccia indistinta dell’immenso mare dell’esistenza, ma comunque eterna creatrice tra terra e cielo, inesauribile dolce forza della vita.