Una serata di pioggia e la formula di Einstein

serata di pioggiaFuori la pioggia scroscia copiosa, il cielo è plumbeo. In giornate come questa si dovrebbe stare a casa, ad assaporare il caldo del focolare o comunque a gustare il tepore di un ambiente domestico. Intanto piove a dirotto e tuona. Sono all’interno della sala in cui a breve presenterò il corso pratico di meditazione. La grande parete a vetri permette di osservare il diluvio che si sta abbattendo all’esterno. Non c’è da meravigliarsi se la sala è ancora vuota. Piove sempre più forte e così anche i meglio intenzionati sono sottoposti a una bella prova. La sicurezza, la comodità, il già noto da una parte e il rischio, il maltempo, la scomoda fatica di uno sforzo da compiere dall’altra. Per che cosa poi?
Le aspirazioni più ardite nella pratica sono sottoposte al vaglio della verità e del reale movente della coscienza. Quanto siamo veramente disposti a superare gli ostacoli che ci sbarrano la strada che diciamo di voler percorrere? Dipende dalla forza che abbiamo e cioè dalle condizioni attuali del nostro campo energetico.

Eppure, pioggia o non pioggia, prove di questo tipo sono all’ordine del giorno per chi intraprende deliberatamente la via della consapevolezza. A ogni angolo c’è una scelta da fare, una responsabilità da considerare e un passo avanti da compiere nella direzione giusta.
Ormai lo sappiamo quasi tutti che la sfiga non esiste (se non lo avete ancora fatto leggete il libro di Massimo Rodolfi) e non è vero che non possiamo imprimere svolte significative al nostro peregrinare terreno. E’ vero invece che piuttosto che essere insabbiati dall’inerzia e sballottati da un comportamento passivo volutamente assecondato, possiamo decidere di emergere dalla nebbia di una quotidianità subita affermando il nostro diritto alla scelta e quindi a una libertà consapevolmente agita.
Fatto sta che davanti a situazioni che reclamano un impegno più chiaro e forte del solito generalmente preferiamo slittare cercando giustificazioni che siano assolutamente logiche e stringenti. Accettare la sfida di un impegno simile appare faticoso ma si tratta di una giusta richiesta perché per elevare la coscienza e consentirle di partecipare sempre meglio alla vita è necessario, di volta in volta, intervenire sulla massa rappresentata dai nostri corpi con un’intensità energetica adeguata che mi fa pensare alla famosa teoria della relatività di Einstein. E=mc2.

L’energia e la massa sono differenti manifestazioni della stessa realtà e l’equazione mostra che piccolissime quantità di massa possono essere trasformate in un’immensa quantità di energia e viceversa.

La geniale scoperta di Einstein rivela che un corpo di massa m a riposo è un incredibile serbatoio di energia E, che può essere calcolata come il prodotto della sua massa m per il quadrato della velocità della luce.
Poiché il valore della velocità della luce al quadrato è grandissimo si può ottenere molta energia da pochi grammi di materia.
Ritengo che il rapporto tra massa e velocità della luce sia pari a quello tra ignoranza e vera conoscenza. La verità illumina rapidamente gli atomi che ci compongono come un radioso fascio di luce e può generare nella materia una grande trasformazione. Ecco il miracolo della consapevolezza che genera la forza necessaria a vincere qualsiasi resistenza anche in una plumbea serata di pioggia. Ed è di questo che parlo ai pochi arditi ricercatori dello spirito che intanto sono arrivati superando tutte le avversità temporalesche.

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