Le aspettative allontanano dalla vita

le aspettative allontanano..Che gli esseri umani vivano poco centrati sul presente è un dato che si può rilevare senza essere maestri di zen. Tipicamente, o si rimpiange un passato che diventa una specie di età dell’oro, in realtà mai esistita, o si fantastica su di un futuro che non arriverà mai.

In questo modo, di sicuro, non si è mai in contatto con quello che si vive nel momento in cui lo si vive, visto che la nostra percezione tende a farci slittare concretamente in un altro spazio tempo.

Le aspettative poi, hanno un ruolo molto importante nelle nostre esistenze, spesso ignorato, o sottovalutato, perlopiù nemmeno percepito. Infatti, ci si rende ben poco conto delle pretese che avanziamo nei confronti della vita, considerando come dovute delle realtà che invece dipenderebbe da noi costruire.

Molti principi e principesse si aggirano per il mondo, oppure semplicemente stanno fermi ad aspettare che la vita porti loro i frutti dei loro desideri. Il punto è però che le cose non si realizzano da sole, ma dipendono dalla quantità e dalla qualità di energia che investiamo nella loro realizzazione.

L’altro capo dell’aspettativa è la recriminazione, che arriva inevitabile, quando, davanti all’ovvia delusione dell’aspettativa, ci lamentiamo della sfiga, o dell’ingiustizia di una vita che non ci da quello che ci meriteremmo.

A me piace ricordare però, che la recriminazione è la dichiarazione palese della nostra impotenza nel realizzare ciò su cui stiamo recriminando. Dipende da noi, e non dalla vita ingiusta, esprimere la giusta forza, in grado di compiere ciò che diciamo di voler realizzare.

Le leggi della vita sono molto precise, e non ci sono deroghe, e non sono nemmeno una condanna, ma manifestazione della perfezione del creato. Finché non ci rendiamo conto del fatto che siamo assolutamente responsabili di ogni cosa che accade alla nostra esistenza, non saremo nelle condizioni di poter migliorare la nostra vita ed uscire dalle spirali perverse della sofferenza generata dai moti di ciò di cui non siamo consci.

Non bisognerebbe avere aspettative, ma proponimenti creativi, e soprattutto, bisognerebbe essere nelle condizioni di conoscere le forze che ostacolano la nostra capacità di agire, e che provengono dalle profondità della nostra coscienza.

Come immaginate, non è un lavoro semplice, ma non c’è altro modo per smettere di produrre circoli viziosi poco piacevoli, ed evolvere verso una pur sempre possibile condizione di armonia ed equilibrio della propria vita.

A questo serve la psicologia dello yoga, evolvere e comprendere, ma cercate di non vivere quello che sto dicendo come un’aspettativa, quanto piuttosto come una possibilità da sperimentare… se volete.