La reincarnazione

reincarnationL’essere umano è una realtà complessa, e nel corso della storia il tema della reincarnazione, non solo è stato oggetto di attente analisi, ma è affiorato, di quando in quando, come credenza diffusa e accettata da molte culture. Lo stesso Dante Alighieri, nel canto XXVI del Paradiso, scrive parole riconducibili alla reincarnazione: “l’uso dei mortali è come fronda in ramo, che sen va, ed altra viene”.

L’essere umano vive un processo evolutivo che possiamo definire duale: perché consiste da un lato nello sviluppo della vita e della conoscenza, mentre dall’altro nella graduale crescita verso una perfezione della materia e della forma. Questi due aspetti devono andare di pari passo, in quanto solo così lo sviluppo della coscienza potrà trovare corpi adatti alla reincarnazione, andando a formare i veicoli necessari nei quali si incarnerà.

Ogni reincarnazione concorre alla creazione di corpi sempre più raffinati, come possiamo verificare nei bambini, i quali, sono sempre più composti di materia fine e luminosa. Questi piccoli corpi, dovrebbero essere messi nelle condizioni di crescere e di vivere l’ennesina reincarnazione, al meglio delle loro possibilità.

I pensieri di questi bambini, quando sono accanto a loro, mi pare di sentirli e di vederli. Essi sono sono fatti di luce, tanto sono leggeri come piume e pieni di amore per tutto ciò che incontrano nel loro cammino. Le loro parole, alle mie orecchie, appaiano come leggere opere musicali, mentre i loro pensieri, danzando dolcemente, si immergono in emozioni che parlano di un amore fatto di luce.

Questo amore si è raffinato reincarnazione dopo reincarnazione, un amore in grado di riflettere i loro pensieri. Stare accanto a questi immensi cuori mi fa sentire un’unione infinita con la vita, percependo che il potere di creare è uno degli attributi più sacri che l’essere umano possieda.

Ricordo da bambina, che il primo mio approccio verso la conoscenza della morte lo ebbi quando venne a mancare un mio compagno di giochi. Fin da allora mi veniva naturale pensare alla reincarnazione, percependo che non si potesse risolvere tutto in una sola vita, in una sola esistenza. Pensavo che il mio compagno non avesse fatto una esperienza sufficiente, visto che non aveva potuto diventare grande.

Quindi la morte doveva portare in seno una conoscenza ancora più grande, che ancora non riuscivo a comprendere sino in fondo, senza riuscire ad associarla alla necessità della reincarnazione. Da allora vedo la reincarnazione come un viaggio, il viaggio del pellegrino, che per arrivare alla meta deve per forza fare numerose tappe.

Il ritornare in una nuova vita, attraverso la reincarnazione, così da poter completare ulteriormente il proprio karma, è necessario affinché un’anima si sviluppi e compia il suo percorso di maturazione. Ogni volta che vedo un bambino, penso a questo e alla vita, una vita che porta in essere una profonda sacralità.

Ogni bambino, reincarnazione dopo reincarnazione, porta in sé un microcosmo, e darlo alla luce, così semplicemente, rappresenta un atto sacro da realizzare con grande responsabilità. Per questo spero che, sempre più individui maturino la consapevolezza della sacralità del mettere al mondo un anima che ha in essere una profonda bellezza.

Solo quando realizzeremo la consapevolezza della nascita attraverso la comprensione delle leggi più sottili, potremo definirci una società Evoluta, basata sulla possibilità di radicare il Bello, il Vero e il Buono, naturalmente accettando la necessità della reincarnazione.

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