La radice, l’albero e i frutti

la radice l'albero i fruttiLa Vita trae dalle profondità della Terra il nutrimento e la forza per le sue innumerevoli forme nei mondi più densi dell’esistenza: attinge dal materno deposito gli elementi necessari a comporre l’alchimia della materia e a edificare secondo il proposito divino.

Nel regno vegetale canali sotterranei svolgono un lavoro capillare e costituiscono un sistema di informazioni, selezioni e funzioni vettoriali incredibilmente specializzato: le radici sono tutto questo e rappresentano la conoscenza sommersa, l’interazione costante ed essenziale alla Vita che evolve.

Possiamo considerare le radici che scavano le profondità in cui affondano come la capacità di integrare e comunicare col mondo ctonio della nostra coscienza, come il primo impulso a differenziare e ad unire della forza armonizzante e creativa della Vita. Sono loro che portano ossigeno e consentono a un elemento sottile come l’aria di raggiungere la densità del suolo.

Nella simbologia esoterica le radici corrispondono alle fondamenta, senza cui l’intero edificio sarebbe un’illusione e quanto più solide e profonde esse sono, tanto più consentono di protendersi verso l’alto,tanto più la struttura si eleva, sicura.

In un tempo sradicato e superficiale come quello che stiamo vivendo, ritornare alle radici, riconnettersi consapevolmente con le basi della Vita, riconoscere il valore della nostra presenza e rispettare la sacralità delle nostre origini è veramente fondamentale. E’ fondamentale per consentire all’unico vero nutrimento di operare in noi per aiutarci a crescere e benedire a nostra volta la Terra con la potenza di un Amore instancabile. Parole difficili, di lenta ma inesorabile metabolizzazione. A forza di ripeterle possiamo assimilarle fino a che piano piano finiranno per concretizzarsi e manifestarsi. Anche il lavoro delle radici è lento ma inesorabile,essenziale, procede senza sosta ed e conduce in sé la Vita per offrirla e portarla “più in alto”.

L’Essenza della nostra Umanità è nelle radici della nostra storia, non è lontana: è sempre presente, ora, qui, in me come nel “Primo Uomo, il più grande di tutti i Fratelli” che ininterrottamente continua a donarsi per rinnovare ogni volta se stesso in ciascuno di noi a sigillare il patto di un’antica alleanza nella Comunione di ogni giorno. Dovremmo ricordarlo più spesso, dovremmo ricordare sempre chi siamo, soprattutto nei momenti più difficili, quando la pressione è più forte e ci sentiamo stanchi, disorientati, soli. Noi siamo Umani. E le radici della nostra Umanità affondano nel Cielo, si protendono al di là di questo Pianeta, benché proprio su questa meravigliosa Terra l’albero cresca, dando i suoi frutti.

Il legno della Croce innalzata come un albero verso l’alto, nel suo sacrificio supremo ha germogliato e ha rinverdito ciò che era arido e spento con la linfa del sangue di Cristo. Allora come ora questo accade nel silenzio e nel cuore di chi custodisce il segreto di una nuova primavera.

Mangiare i frutti di quell’albero, nutrirsi della sua linfa assaporando quel pane e quel vino, vuol dire tornare all’Unità primigenia che dissolve ogni dualità nella Presenza del Figlio che perpetuamente ci rigenera e ci restituisce la radice del Padre mentre cresce e germoglia nel grembo della Madre.