La forza della dolcezza

dolcezzaLa dolcezza viene interpretata, nella nostra società, come qualcosa di artificioso, di finto e spesso è associato a richieste inconsce.

Ho imparato, attraverso l’esperienza, e guardando gli altri e la loro dolcezza, che nulla al mondo è più forte della dolcezza. Nulla.

Se mi avessero detto, anni fa, una cosa simile, avrei riso a crepapelle. Mia madre era una donna burbera, sempre arrabbiata, ma quando si permetteva di sorridere, trapelava una delicatezza dai suoi occhi che mi faceva sciogliere ogni rancore. Abbiamo bisogno di essere dolci, per noi stessi e per chi ci vive accanto.

L’ essere dolci è fare pace con se stessi, con quello che non siamo riusciti ad essere; ci è necessario per dissolvere il male che abbiamo fatto agli altri e quindi a noi stessi; la dolcezza è un balsamo con effetto lenitivo per ogni ferita del nostro cuore.

La dolcezza, anche a tempo debito, salda conti sospesi, assolve le nostre parole e le nostre assenze.

Mi trovo oggi a sentire quanto avrei potuto costruire con parole chiare, forti e dolci. Ci provo, con sforzo (non è tanto facile neanche per me) andare oltre a quello che l’altro mi trasmette attraverso le parole, i gesti e l’invadenza. Essere dolci non è sinonimo di debolezza, di mancanza di responsabilità e di controllo distorto. Essere dolci può essere un modo scientifico per lasciare liberi gli altri. Quanto amore può racchiudere una austera dolcezza…

Per essere dolci però, bisogna aver lavorato molto su di sé, la dolcezza va di pari passo con la comprensione del vero potere e della libertà interiore. Diversamente non è forza, ma è incapacità di esprimere il proprio potere o, peggio ancora, un uso distorto e consapevole dello stesso.

Davanti alla dolcezza si ferma il tempo, si elude lo spazio (i cuori possono avvicinarsi), e la morte non esiste. Ogni gesto fatto con dolcezza, con presenza e delicatezza, crea una reazione a catena di scintille di bontà che dissetano i nostri cuori aridi e tristi. Lo sforzo c’è, non manca, ma il risultato è una vita serena e piena di amore per la vita.

Proviamoci, io quando devo sforzarmi, perché l’altra persona mi rimanda la sua irritazione e la sua rabbia (che vanno a braccetto con la mia), ricordo gli occhi di mia madre e allora “do un colpo di reni” e cerco di non identificarmi nella rabbia e nell’irritazione ma nella determinazione ad andare incontro all’altro.

Basterebbe un po’ di dolcezza in più per essere liberi dalle catene del nostro tiranno interiore ed essere felici.