La coscienza di gruppo

Coscienza di gruppoUna delle maggiori difficoltà a procedere in una attività di gruppo è sicuramente quella di riuscire a trovare un ritmo sincrono, che significa anche coltivare e preservare l’armonia dei rapporti e per questo è necessario imparare a essere insieme, non semplicemente starsi affianco come forme accostate momentaneamente senza una prospettiva spirituale e spazio-temporale. Ecco perché è così gettonata la scappatoia “meglio soli che male accompagnati”, sicuro espediente per liquidare in un sol colpo i problemi relativi al conflitto di interessi che caratterizza il cozzo delle personalità. Eppure questo non diminuisce il bisogno che abbiamo di stare insieme, di condividere la nostra presenza con altri e trarne quel conforto che scalda il cuore ma anche sostiene e dà nuova linfa ai nostri sforzi in ogni attività. Spesso accade però che stare insieme diventa uno spinoso ed estenuante dispendio di energie che vanifica ogni possibile beneficio.

Infatti è vero che possiamo attrarre persone e situazioni con cui dare forma e concretezza ai nostri progetti e soddisfarei nostri bisogni sociali, contemporaneamente però è importante riuscire a respingere tutte le insidie separative che disperdono le energie e ostacolano la realizzazione e l’unione, soprattutto quando perseguiamo obiettivi superiori.

Il bisogno di stare insieme è un istinto inerente alla nostra natura umana e alle sue esigenze di socialità,ma è anche un aspetto della tendenza alla sintesi, è un aspetto dell’aspirazione all’unità, presente in tutto l’Universo. La tendenza a stare insieme si può considerare un istinto divino strettamente connesso al Principio di Coesione e alla capacità di rispondere all’impulso evolutivo, cosa che non riguarda un individuo soltanto ma l’Umanità intera. Insieme si cresce meglio e più in fretta, il lavoro in comune moltiplica le energie e consente di affrontare e risolvere più velocemente le difficoltà. Allora perché è così difficile riuscire a stare insieme e accogliere una visione più elevata ?

La psicologia esoterica applicata al microcosmo si esprime con chiarezza: la via del servizio e dell’oblio di sé porta alla consapevolezza di gruppo , mentre l’individualismo e il predominio dell’aspetto mentale conducono inevitabilmente al sentiero della mano sinistra, cioè a nulla di buono!

Se poi riuscissimo a estendere la comprensione del gruppo all’interno di un complesso ancora maggiore riusciremmo forse ad essere meno rigidi e a considerare il nostro lavoro come un prezioso frammento nell’Opera più grande a cui tutti partecipiamo: forse accetteremmo con meno fatica la disciplina necessaria a far prevalere la Potenza dell’Anima piuttosto che le scaramucce della personalità. E saremmo più inclini a rinunciare alla nostra affermazione personale in vista di una cooperazione di forze che di sicuro svilupperebbe una migliore coscienza.

Stare insieme richiede uno sforzo di coesione e contemporaneità che non si riferisce tanto ai comportamenti formali quanto allo sforzo di sincronizzare intenti e proposti attraverso una coerente attività sul piano fisico.

La coscienza di gruppo è il risultato della consapevolezza della nostra natura divina che opera attraverso i corpi della nostra personalità, è il risultato del riconoscimento dell’Anima come impulso motivante alla base di ogni attività, pur nella diversità di espressione. Allora potremo accettarne la guida e lavorare in armonia e impersonalmente insieme ai compagni del gruppo di cui siamo parte, qui e ora, proprio dove siamo adesso e con chi siamo adesso. “Il Corpo di Cristo” è conquista e realizzazione di chi, con i suoi fratelli, incarna la luce dell’Anima, e ogni giorno si fa pane e vino manifestando la sacra liturgia della Vita.

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