Il sarcasmo, la Motta e la pochezza interiore

il-sarcasmoL’altra sera ho sentito la pubblicità sui panettoni della Motta e sono rimasta basita.

Sono tanti anni che non compero panettoni Motta, o panettoni di multinazionali; ma mai avevo sentito tanta supponenza in una pubblicità, tanta aggressività e tanto scarno.

Faccio  una fatica boia a cambiare me stessa, a non essere succube dei miei moti indisciplinati e ad avere una vita il più aderente possibile all’innocuità, e poi, una volta che accendo la tv, sento sta roba…che tristezza!

E’ triste sentire un messaggio pubblicitario dove non trovi nulla di personale, di accattivante, ma solo scarno e presunzione condivisa.

Sì, condivisa, e questa è la tristezza più grande, perché la gente ha apprezzato questa pubblicità, la sua “simpatia”. Noi essere umani abbiamo un unico grande problema: amiamo il male. Viviamo piaceri distorti e ci appaghiamo di una pochezza interiore di cui anche un animale a volte si vergognerebbe. Ci piace sfottere ( scusate il francesismo); non condividiamo molto delle nostre vite, ma di sicuro condividiamo il male: il piacere di sparlare di qualcuno con qualcuno, senza mai (generalmente) confrontarci direttamente con la persona al riguardo. C’è chi, ancora più crudele (vedi la pubblicità della Motta), lo fa palesemente, non curandosi del male che produce.
E la gente, ride…ma che cavolo avete da ridere? C’è da iniziare a ribellarsi a questa società imputridita dal proprio egoismo che fonda le radici nel male che condividiamo. Io non sono vegana (la pubblicità della Motta scredita specificatamente la dieta vegana), ma sento quanta violenza è intrisa in questo breve spot, quanta arroganza. Da tanti anni sono vegetariana, e tante volte mi sono sentita presa in giro per via della mia scelta. Ancora oggi, anche “amici” scherzano sulle mie scelte e di certo non è facile provare distacco, le parole spesso intrise di sadismo e vengono  scagliate come frecce velenose.
Ma il problema non è la vittima vegana (quanti vegani pensano di essere superiori!? ) e quindi anche questa pubblicità sarà un bel karma di ritorno…ma il problema siamo noi, la condiviso del male e il bisogno di screditare come atto di potere sugli altri. Basta.
Il Maestro Morya, ci avverte:

“Astenetevi dal deridere, come se fosse il più nocivo degli insetti.

Non c’è atto di derisione che non si ritorca contro l’autore. Il boomerang più inesorabile è l’umiliazione del prossimo.
Il Fuoco si copre di polvere quando la derisione lo sovrasta.
Tenete in seria considerazione il significato dell’abuso e dello scherno. Quest’ultimo è come una lapidazione, e sua madre è la grettezza.”
Ecco, cara Motta, sorella della Nestlè, le tue parole piene di derisione si ritorceranno contro di te e di certo non ci si fa grandi svalutando altri, anzi, come dice il Maestro, ciò che risalta è la grettezza interiore.
Ora, quello ch ognuno di noi può fare nel proprio piccolo, è di non condividere questo piacere nel deridere. Di non comprare panettoni Motta, o di qualsiasi altra multinazionale del cibo. Ma soprattutto di osservare come, anche in maniera automatica, tra una risata e l’altra colpiamo a morte qualcuno. Ci vuole attenzione nella vita, soprattutto se vogliamo un mondo diverso, innocuo, si dovrà convivere pacificamente, vegani o no. Perché come diceva il Maestro dei Maestri, Gesù:

“Non è quel che entra nella bocca che contamina l’uomo; ma quel che esce dalla bocca, ecco quel che contamina l’uomo.” Riflettiamoci…