Il clima interiore

Clima_interiore_300_0Mi ricordo che durante l’infanzia avevo una profonda ammirazione per il Colonnello Bernacca che riusciva, con pacatezza e sobrietà, a raccontare quello che sarebbe successo in cielo nelle ore successive. Durante il suo intervento televisivo, partendo dai dati sulla pressione atmosferica e con l’ausilio di un gesso, descriveva la formazione e lo scontro di masse di aria che di lì a poco avrebbero determinato il clima nel nostro paese. Grazie alla sua competenza nel descrivere gli eventi metereologici gli anticicloni diventavano delle entità che dovevano al contempo essere rispettate e comprese.

Ognuno di noi avrebbe bisogno di un Bernacca che possa descrivere con competenza il clima interiore. Molte difficoltà potrebbero essere superate se riuscissimo ad osservare, possibilmente con distacco, quello che succede al nostro interno. Il bello è che abbiamo delle possibilità di comprensione di gran lunga maggiori del pur bravo Colonnello televisivo.

Secondo la scienza dello yoga è la coscienza stessa che può divenire così consapevole del mondo interno e di quello esterno tanto da percepirne l’integrazione completa. Inoltre la mia visione incantata di un tempo ha dovuto fare i conti con la realtà delle cose. Da qualche anno mi sono accorto che non ci si può proprio fidare dei personaggi che gravitano intorno alle previsioni del tempo: venduti ad interessi militari e commerciali, per un piatto di lenticchie nascondono la portata devastante di quello che succede in cielo e che si riflette sulla terra, anche per colpa delle irrorazioni chimiche rilasciate da aerei militari e civili, considerabili uno dei più grandi crimini perpetuati contro l’umanità e il pianeta. Ma torniamo ad occuparci di cosa ci può salvare. La percezione può divenire un barometro eccezionale. Poter avere la possibilità di monitorare i punti dove la pressione della coscienza è più evidente ci può far capire le cause del tempo che fa sulla nostra personalità. Come fare? Ascoltando i movimenti della coscienza. Provando e riprovando, nell’arco di una giornata, nel cercare di rendersi conto di come stiamo, di cosa percepiamo quando incontriamo un amico, il direttore o un vigile. Cioè bisogna stare attenti a noi stessi e alle nostre reazioni. Non è facile? E’ possibile allenarsi attraverso la pratica della meditazione. Prima di poter essere presenti con una certa consapevolezza nell’affannata vita quotidiana può essere necessario allenarci nella quiete della nostra casa, sperimentando delle tecniche di meditazione secondo l’indicazione di un istruttore esperto. In questo modo potremo acquisire maggiore vitalità e rendere più coerente la mente, strumento a cui ci affideremo per compiere quel lavoro di riconoscimento e trasformazione delle forze che albergano in noi. Ci vuole molta forza per entrare in contatto con il mondo interiore, in quanto le parti che lo dominano difendono strenuamente lo status quo. Quando si inizia a portare l’attenzione su se stessi in molti casi l’attività viene distorta dal giudice interiore di cui ho parlato in un precedente articolo: le forze distruttive presenti nella coscienza vogliono continuare ad agire e, per non essere disturbate, si celano dietro a delle maschere. L’ascolto del proprio clima interiore fa la differenza nell’approccio con la vita quotidiana. Soltanto ascoltando cosa si muove in noi possiamo avere la possibilità di comprendere come mai gli avvenimenti prendono certe direzioni. Inoltre, mentre ascoltiamo le forze che sono presenti nella coscienza, già le stiamo modificando, ma questo è un potere di cui parleremo in seguito…