Cedere favorisce il ricevere – prima parte

cedere favorisce il ricevereSe vogliamo ricevere bisogna cedere e creare lo spazio necessario, sembra banale ma la questione sta tutta qua. Invece l’essere umano non riesce a rimanere aderente alla semplicità della vita, facendo di tutto perché possa divenire complessa, come egli la percepisce, per poter giustificare se stesso… senza riuscirci peraltro… perché la vita rimane tale malgrado i tentativi disperati dettati dall’ignoranza.

Le dinamiche umane sono fantasiose e spesso inconcludenti, perché hanno come obiettivo lo status quo delle cose, e sotto sotto, ma neanche tanto, si desidera che nulla cambi per non perdere il pallino del lamento, arma micidiale per richiamare attenzione e suggere energia al prossimo. Salvare capra e cavoli non è possibile, se si vuole veramente ricevere bisogna cedere dandosi disponibili al cambiamento, creando lo spazio necessario per mettere a dimora nuove possibilità, semplice no?

Semplice non vi sembra? Appare semplice quando lo troviamo scritto in qualche aforisma che incontriamo qua e là, ma quando siamo messi alla prova, dovendolo necessariamente vivere, le cose cambiano e non poco. A questo punto i ponti levatoi cominceranno ad alzarsi, e di spazio ne rimarrà veramente poco per ricevere… allora ci fermeremo di colpo come cavalli impuntandoci davanti all’ostacolo da superare, lamentandoci nel recriminare le nostre “giuste” ragioni. A questo punto non ci sarà “trippa” per gatti, e di cedere neanche a parlarne.

Difficile è il lasciarsi cedere, accogliendo l’incerto per il “certo”, o almeno quello che si ritiene tale, arduo avere fiducia in una vita che fa un po’ come gli pare e che se ne infischia delle nostre illusioni e aspettative… se poi qualcuno aggiungesse che tutto questo ci farebbe precipitare verso l’alto, ciao ciao bambina, ci terremmo la nostra vita malgrado poco prima la si volesse svendere al primo venuto come se fosse una vita dalla quale alienarsi.

Preferiamo invece che sia l’altro a cedere, facendo di tutto perché ciò avvenga, consumando quantitativi enormi di energia senza comprenderne le reali motivazioni e soprattutto l’incoerenza di questo agire che mira a separare ciò che invece deve essere unito. Siamo in presenza di una coperta corta che viene contesa, di un tira e molla che sfibra e spossa, alimentando un senso del dovuto che ci sospinge a trattenere quanto acquisito per poi cercare di strappare nuove terre alimentando e giustificando i privilegi dell’ignoranza.

Chi troppo vuole nulla stringe, recita un antico adagio, basterebbe solo questo per rendersi conto di tante cose, come del fatto che le cose non vanno mai di pari passo con i nostri desideri. Basterebbe questo per rendersi conto che l’avidità tende a farci afferrare più di quanto si possa trattenere, con il risultato di dover, ad un certo punto, lasciarsi cedere comunque, tanto vale, a questo punto, cedere prima, guadagnando tempo ed energie, magari trovando anche piacere nel proprio agire.

Qui finisce la prima parte e se l’argomento vi alletta consiglio le conferenze di presentazione della scuola Energheia https://www.yogavitaesalute.it/conferenze/categoria/yoga-vita-e-salute-yvs a cura delle 8 sedi italiane, dove avrete la possibilità di conoscere le nostre attività che conducono alla stabilizzazione della coscienza sul piano dell’anima.