Sorgi Arjuna: irradia il mondo

Sorgi..irradia il mondoNo, non cedere a questo tuo vile sentimento, o Partha, che esso non ti
si conviene; cacciando la meschina debolezza d’animo, sorgi, o
distruttore dei nemici.
( BG II, 3 )

Il Maestro, senza esitare indica la via, mentre la postura sorregge i pesi del mondo e lo sguardo si protende verso l’infinito. L’indecisione non fa parte del cielo ed è stata scacciata da colui che ha attraversato tutte le strade possibili. La presenza di Krishna sposta le forze in campo, favorendo il riconoscimento della luce.

Il Maestro incarna il Dharma, la legge, per cui fa dono della conoscenza a chi ha orecchi per ascoltarlo. La presenta del Maestro, per chi è pronto, non viene mai meno e, come una fiaccola nella notte, riesce ad illuminare anche le situazioni più oscure. Così infondendo fiducia e coraggio nell’animo di chi si appresta a riconoscerlo, conduce il discepolo sulla retta via. Invece il male si avvicina, mascherato, strisciando nell’ombra e la sua venuta evoca paura e dolore.

Le emozioni distruttive provengono da strati della coscienza dove la luce non riesce ad arrivare. Ciò che è distorto sembra avviluppato su se stesso, dando la parvenza di essere immobile e apparentemente innocuo, invece instancabile lavora nell’ombra per ghermire la sua vittima. Nell’oscurità, il fratellastro, prepara la trappola per procurarsi quel cibo fatto della stessa natura dell’azione che lo rilegò nel buio della fredda materia. Dopo che Arjuna si è perso, per ritrovarsi, nelle caverne della solitudine, arriva la voce del Maestro che lo richiama alla vita.

Per il Pandava non è più il tempo di condividere il pasto con il fratellastro dai neri propositi, è giunto il momento in cui si deve smarcare dalla sua natura inferiore ed imboccare con decisione la via che lo porta nel regno dei cieli. Arjuna è chiamato a liberarsi dagli artigli delle tenebre che lo tengono imprigionato nella densità della materia. L’esortazione di Krishna risuona in quelle caverne piene di antichi sortilegi e grondanti di un sangue che sembra fuoriuscire da una ferita appena aperta dalla lama di una spada.

Il Maestro chiama all’azione invitando il discepolo a trasformare le emozioni negative. La luce emanata dal cuore di Krishna avvolge il Pandava per sostenerlo nella battaglia con i demoni interiori. Krishna conosce il valore di Arjuna, per questo lo incita a liberarsi dal timore e dal senso di impotenza. Il momento tanto atteso è arrivato furtivo a dorso del drago più nero. Nella caverna della personalità rischiarata dalla luce solare risuona la voce che preannuncia l’inevitabile vittoria sull’ oscurità: sorgi Arjuna, sali in cielo ed irradia, con la luce dell’anima, il mondo che ti appartiene.