Settimo mezzo – Meditazione o Dhyana – ottava parte

dhyana 8parteLa concentrazione prolungata è meditazione (Dhyana).

Imparato a focalizzare e fissare la mente su un oggetto si sviluppa la capacità di tenere la sostanza mentale, senza divagare, a lungo su quell’oggetto, o pensiero. Il Purana sopra citato prosegue: “L’ininterrotto succedersi di idee, tutte intente alla Sua forma, senza desiderio per altra cosa; questa, o Re, è contemplazione. La si consegue con i primi sei mezzi di Yoga”.Qui contemplazione sta per meditazione. È ancora presente un “seme” od oggetto.

Nel commento a questo sutra, Dvivedi scrive:
“…Dhyana è la completa fissità della mente sull’oggetto pensato (fino ad unificarsi con esso). Infatti la mente dovrebbe essere, per quel tempo, consapevole solo di sé e dell’oggetto”. Chi medita si raccoglie con attenzione fissa; il corpo, le emozioni, ciò che lo circonda, suoni e percezioni visive, non sono più percepiti; e il cervello è cosciente solo del seme della meditazione e dei pensieri formulati a suo riguardo.
La meditazione concentrata sulla triplice natura di ogni forma rivela ciò che è stato e ciò che sarà.

Sono qui riassunti i concetti che precedono, ed è notevole che il primo e importantissimo risultato della meditazione riconduca direttamente alle realtà della manifestazione divina, e dia evidenza ai tre aspetti con cui ogni vita (dall’atomo al Logos Solare) si esprime. La grande Legge di Causa e di Effetto e l’intero sviluppo evolutivo sono riconosciuti, e ciò che è si vede essere il prodotto di ciò che è stato. Analogamente, ciò che sarà è inteso essere l’effetto delle cause presenti, e così il ciclo evolutivo è compreso come un unico processo in tre stadi.

Questi, nei tre mondi dello sviluppo umano, corrispondono alle tre dimensioni, e per lo studioso sarà interessante ricercare le analogie dei vari ternari, ricordando che il terzo aspetto (sostanza intelligente), Spirito Santo o Brahma, corrisponde al passato (e ciò suggerisce una idea sulla natura del male). Il secondo aspetto (coscienza), il Cristo o Vishnu, sì riferisce al presente, mentre spetta al futuro svelare la natura dello Spirito, o del Padre. Con la meditazione concentrata, questa linea di pensiero si farà chiara e ne deriverà un giusto senso delle proporzioni e dei valori in relazione all’attuale grado evolutivo.

Si riconoscerà inoltre il rapporto fra tutte le creature; la vita dell’aspirante si assesterà in modo da esaurire il karma passato senza formarne del nuovo, procedendo con rapidità verso la liberazione.