Lo Spirito, l’unica verità

Lo Spirito, l’unica veritàQuesto abitante del corpo in ciascuno di noi è eterno e indistruttibile, o Bharata; ecco perché non devi piangere su nessuna creatura.( BG II,30)

Il Maestro indica la meta, così Krishna porta l’attenzione sullo Spirito. Arjuna, condotto da Krishna, incontra la luce nelle pieghe della materia. Seguendo il filo della luce, teso dal Maestro, il discepolo, seppur ancora prigioniero del particolare, può uscire dalla selva oscura e rivolgere lo sguardo verso il cielo.

La scintilla divina è presente in ogni creatura, tutto è Spirito. Secondo gli insegnamenti dell’Antica Saggezza è necessario separare il Purusa dalla materia prakriti per realizzare lo Yoga.

Parlare dello Spirito è veramente riduttivo, tanto che in alcuni testi religiosi viene definito l’ineffabile. Di fronte al mistero della creazione siamo intimamente inermi, veniamo svuotati dei nostri ragionamenti, divenendo così dei recipienti pronti per essere riempiti.

Nell’atto dell’ammirare le stelle si diviene partecipi dell’intera galassia. La notte più nera non può fermare il nostro desiderio di infinito. Anzi, il buio più oscuro favorisce il riconoscimento della luce, e il cielo diviene la mappa che conduce al cuore. Ogni stella ci richiama alla nostra essenza.

Nel Samkhya lo Spirito è definito Purusa ed è il Testimone della mutazione della natura-materia. Purusa è un termine che compare per la prima volta nei Veda. Negli inni del RG Veda (x,90) viene usato per descrivere l’uomo primigenio, un essere tanto grande da comprendere in sé lo spazio e il tempo.

“Purusa è tutto questo universo sia ciò che deve ancora essere”

Tutto ciò costituisce il cuore del pensiero indiano. Puruṣa è il principio trascendente insito in ogni essere, coscienza pura dell’individuo ed è confrontabile con l’Atman delle Upanisad. Gli insegnamenti delle Upanisad ruotano intorno all’identità Atman-Brahman. L’uomo e il Divino si risolvono nella continuità Atman-Brahman che diviene la via della salvezza e il sentiero della conoscenza.

“Per tre quarti il Purusa si è levato in alto, un quarto di lui si è trasformato negli esseri.”

“Con il Purusa gli dei, i Sadhya e i veggenti compirono il sacrificio”

E’ il sacrificio del Purusa che permette la manifestazione del Creato.

Con questo sacrificio gli dei fecero un sacrificio al sacrificio: queste regole furono le prime. Questi poteri raggiunsero il firmamento dove stanno i Sadhya, che furono i primi, e gli dei.”

Siamo destinati ad alzare lo sguardo al cielo, lo Spirito ci richiama alla Verità.