L’illusione vela la vita e la rende il teatro di Maya

l'illusione vela la vita e la rende il teatro di MayaÈ davvero un teatro la vita, fatta di drammi incredibili che la nostra mente codifica come può e quindi in maniera parziale ed erronea.

Ognuno di noi ha una propria personalità, fatta di credenze (non quelle della nonna!) e di sicurezze, che non possono essere smontate, messe in discussione e neanche contraddette, perché tutto ciò, per queste parti, significa la morte.

Ci sono momenti della vita in cui accadono cose improvvise, inaspettate e qualcuno ci “tradisce” o almeno così crediamo. E’ un momento catartico per la personalità, corrosivo per il sistema nervoso, ma allo stesso tempo una grande benedizione.

Sri Aurobindo scrive, parlando di Maya: “Il mondo esiste come simbolo di Brahman ma la mente crea ed accetta falsi significati e scambia il simbolo per la realtà”.

Non sappiamo distinguere tra ciò che esprime una cosa e tra ciò che realmente essa è.

Siamo talmente presuntuosi da identificare un qualcosa attraverso i nostri sensi e le nostre conoscenze razionali, quando l’unico mezzo, vero e scientifico per dissolvere un po’ il velo di Maya dalle nostre esistenze, è l’intuizione.

L’intuizione è composta di materia rarefatta ed estremamente luminosa, viene generata con sforzo, libertà e distacco. Per assurdo (neanche poi così assurdo), alimenta proprio queste qualità: volontà, distacco e libertà e genera servizio.

La scienza dello Yoga è l’unica scienza che studia questa qualità degli Dei, donata agli uomini più umili.

L’intuizione va di pari passo con l’umiltà e l’ascolto discreto della vita che ci circonda e degli impulsi febbrili che la mente genera negli eventi sgradevoli.

Non è facile essere distaccati da sé quando un evento ci disturba, attraversando ogni nostro nervo, ma possiamo ascoltare come ci sentiamo ed eventualmente, osservare se la nostra fervida mente sta ingigantendo gli eventi per mantenere il proprio velo di illusione.

Alice Bailey scrive al riguardo: “… Maya è il risultato dell’annebbiamento e dell’illusione. La sua presenza denota una personalità integrata e perciò la capacità di sintonizzarsi con l’illusione mentale e con l’annebbiamento astrale. In tal caso il discepolo si trova di fronte a uno dei maggiori problemi esistenti. La principale difficoltà per ogni discepolo è che il campo di battaglia della sua vita coinvolge tutti gli aspetti della sua natura, cioè tutto l’uomo.”

Diminuendo la nostra illusione e quindi il velo che Maya contrappone tra noi e l’oggettività delle cose, possiamo partecipare al processo di disillusione planetaria, sostenendo finalmente l’amore disinteressato e scientifico. Risanando questo pianeta dai propri buchi neri, possiamo sostenerlo nel diventare, finalmente, un pianeta sacro.