Le Upanisad e lo Yoga

upanisad“Che i nostri cuori siano uniti, che formino una sola luce”
Massimo Rodolfi

Le Upanisad sono un insieme di opere scritte in epoche diverse, considerate dalla tradizione indiana verità rivelata (Sruti). In India ogni tentativo di conoscere la Vita si ispira e si confronta con i Veda e le Upanisad definite Vedanta (fine dei Veda). Il termine Upanisad, nella sua accezione più usata, spiega che in questi testi troviamo degli insegnamenti impartiti da maestro a discepolo. Ciò che li caratterizza è la riservatezza con cui vengono custodite le conoscenze contenute, che quindi risultano di difficile comprensione. La segretezza (Rahasya) è uno degli aspetti che ha ispirato i codificatori delle Upanisad nel momento in cui hanno deciso di trasmettere per iscritto ciò che veniva tramandato oralmente. Tutto ciò è stato necessario per preservare quel ponte che collega alla natura occulta delle cose. Gli insegnamenti presenti nelle Upanisad, spesso enunciati sotto forma di dialogo, rappresentano l’essenza del pensiero indiano e non vengono impartiti per argomentazione, ma in maniera diretta attraverso immagini archetipiche che spiazzano la mente razionale in quanto fatica a trovare appigli su cui posizionarsi. Sri Aurobindo considera le Upanisad verità viste, udite e percepite nell’anima, non fondate sulla logica ma sulla visione cui aspirano.

Il pensiero delle Upanisad si poggia su pochi punti. I più evidenti sono l’identità individuale e assoluta (Atman- Brahman), la necessità della costruzione di un percorso di liberazione e il rifiuto di fondarlo sulle impressioni dei sensi. Secondo gli insegnamenti delle Upanisad la scintilla divina (Atman) presente in ogni essere umano costituisce il Sé profondo (Jivatman) ed è della stessa natura dello Spirito universale (Brahman). Per la Tradizione questa identità è ineffabile per i sensi, ma costituisce l’essenza stessa dell’Assoluto ed è ciò che deve essere realizzato dall’essere umano per invertire l’esperienza di ombra in luce. Per conseguire il passaggio dall’irreale al Reale è necessario compiere un percorso ben preciso che comporti la progressiva conoscenza di se stessi. Dato che i sensi sono posizionati sulla forma una coscienza che percepisce soltanto attraverso di essi non può entrare consapevolmente in contatto con l’essenza. I corpi sono importanti, costituiscono il tempio dello Spirito, per cui vano preservati e purificati ma è nel contatto con la luce che proviene dal cuore, Atman come viene definito nella Brhad-Arankaya-Upanisad, che stabiliamo quel rapporto intimo con noi stessi. Nella stessa Upanisad viene insegnato: chi riconosce il cuore come Brahman, il cuore non lo abbandonerà più. Tutto ciò conduce alla liberazione dalla sofferenza e trova il suo manuale di istruzioni negli Yogasutra di Patanjali.

E’ comunemente noto che ogni scuola di pensiero indiano fa propri gli insegnamenti presenti nelle Upanisad. Nello Yoga di Patanjali le conoscenze rivelate nelle Upanisad sono sintetizzate e sperimentabili gradualmente secondo una Sadhana (pratica) composta da otto stadi (asthanga) che indica il percorso per conoscere l’essenza liberandosi dagli aspetti indebiti di attaccamento verso se stessi. Le afflizioni (klesa) trovano nutrimento nell’identificazione con la percezione dell’Io. Patanjali indica la via per arrivare alla luce che trapela dal cuore. Come insegnano i Maestri, l’unione (yoga) dell’essenza e della forma è il vero obiettivo del percorso di consapevolezza al quale aspira il genere umano. Soltanto così può essere riconosciuta la luce che proviene dal cuore. Inoltre aggiungono che lo si può compiere soltanto nella gioia. Per cui siamo avvertiti, le Upanisad come gli Yogasutra di Patanjali non rimandano all’immagine di un uomo chiuso in se stesso interessato soltanto alle proprie vicende personali, invece mostrano la via per un processo di illuminazione consapevole della coscienza che ci permetta di scoprire noi stessi in relazione con il triplice mondo della forma.