La vera conoscenza e lo studio dei testi sacri

la-vera-conoscenza“Per il bramino che possiede la conoscenza, i Veda sono tanto inutili quanto può esserlo un pozzo in un luogo inondato di acque.” (BG II,46)

I Maestri osservano la vita dall’interno, da un punto di vista privilegiato. Chi ha ceduto le barriere dell’io ed ha aperto il cuore si fa toccare profondamente dalla vita. Da questo incontro nasce la vera conoscenza e il potere di manifestare la legge. Perciò chi ha stabilizzato questo stato di coscienza, non ha bisogno di codici per rapportarsi con gli avvenimenti. Per chi fluisce nella vita la mediazione della parola scritta può divenire un inutile orpello da cui liberarsi.

La vera conoscenza non si raggiunge soltanto attraverso lo studio oppure imponendosi una condotta etica. Nonostante entrambe costituiscano un buon addestramento preparatorio, ci vuole ben altro per conquistare la vetta dell’anima. Compassione, volontà, discernimento e tanta umiltà sono le qualità necessarie per scalare la montagna della coscienza umana. Vi è un percorso da fare, un processo all’interno della coscienza che ci vede impegnati ad avanzare verso la luce superando molti ostacoli ed eludendo le trappole più disparate. Alcune di queste tappe di questo gioco dell’oca della coscienza, si snoderanno attraverso il mondo delle emozioni mentre altre ci condurranno ad attraversare i piani della mente.

Una volta superato l’impegnativo piano delle emozioni, altri quattro scalini ci dividono dal Regno dei Cieli. Ognuno di essi rappresenta un passaggio ad un’altra vibrazione della coscienza sempre più sottile e maggiormente in accordo con il proposito dell’anima. Questa risalita in realtà è un processo di reintegrazione, un mettere insieme ciò che agisce scoordinato e non tenuto insieme da un proposito comune. In ultima analisi la sofferenza che viviamo nella nostra vita dipende proprio dalla mancanza di unione con noi stessi. Quando percepiamo irritazione e ansia stiamo vivendo nell’insoddisfazione, sentiamo una distanza tra ciò che aspiriamo e quello che realizziamo concretamente.

Secondo lo yoga, affinché questi stati penosi vengano risolti è necessario padroneggiare la mente, l’uccisore del reale. D’altra parte i maestri ci insegnano che soltanto realizzando le possibilità della mente possiamo trascendere la mente stessa. La mente razionale o manas inferiore può essere disciplinata attraverso il discernimento. Mentre il mondo emotivo è caratterizzato dall’ascolto e quindi dal prestare attenzione a ciò che si presenta, il mondo inferiore della mente ci costringe ad imparare a scegliere tra almeno due presunte possibilità. In questa fase della prova lo studio dei testi sapienziali può aiutare a procedere più velocemente verso la meta.

Meditare sulle parole ispirate diviene fonte di possibile comprensione di ciò che ancora non viene accettato. Leggere un testo sacro può avere lo stesso effetto di accendere un lume nella notte. In questi casi l’intima poesia dei Veda o la parola d’amore dei Vangeli crea un contatto più diretto con l’anima. Per cui fino a che non saremo liberati, sarà bene leggere attentamente quelle parole che possono elevare la coscienza. In particolare gli Yoga Sutra vengono considerati un vero e proprio manuale di istruzioni per realizzare la luce dell’anima.

D’altra parte una volta che si è imparato ad usare il forno è inutile continuare a leggere il manuale delle istruzioni, casomai è meglio impiegare le energie nel preparare quell’impasto che poi una volta cotto si trasformerà in una delizia per il palato.

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