La Scienza di Patanjali

Scienza di Patanjali«Lo Yoga e una scienza pura come la matematica, la fisica o la chimica. … Lo Yoga è una scienza pura e nel mondo dello Yoga Patanjali è il nome più importante. … Patanjali è come un Einstein nel mondo dei Buddha. E’ una rarità. Avrebbe potuto facilmente essere un Premio Nobel come Einstein, o Bohr o Max Plank o Heisemberg, poiché ha un tipo di approccio comune alle menti scientifiche più rigorose. Non è un poeta, Krishna è un poeta. Non è un moralista, Mahavira è un moralista. Fondamentalmente Patanjali è uno scienziato che pensa in termini di leggi. È arrivato a comprendere le leggi che reggono l’essere umano e l’intima struttura che regge la mente umana e la realtà.» (O.RAJNEESH, op. cit., pp. 23-25).

Come non essere d’accordo con queste parole. Ho studiato la storia della scienza e tra i grandi scienziati possiamo certamente inserire Patanjali tra i geni di ogni epoca. Prima ancora di Einstein, Patanjali ci parlò di relatività (la distorsione soggetto-oggetto nella prassi percettiva)

Ci parlò di genetica, attraverso il karma, prima di Mendel e di come nasciamo già in parte privi di libero arbitrio.

Patanjali fu il precursore della psicologia, prima di quel “pazzo” di Freud, definendo chiaramente la distorsione della percezione ordinaria. Sottolineando quanto segue: “Yoga chitta vritti nirodha”, che significa letteralmente che lo yoga estingue le modificazioni della mente”, cioè porta la mente in uno stato di quiete, la libera dai pensieri ossessivi in modo che la percezione diventi autentica. Altro che traumi infantili! Certo, hanno il loro perché, ma dietro questo c’è il karma…

Inoltre, sembra che Patanjali sia stato il primo “fisiologo” mappando il corpo umano secondo le leggi di una antica pratica terapeutica: l’Ayurveda.

Nonostante la vita di Patanjali sia avvolta in un fitto mistero, la chiarezza nella stesura degli Yogasutra ci trasmette verità utili al processo evolutivo dell’umanità.

Patanjali ci permette la comprensione profonda delle dinamiche umane, attraverso la pratica costante degli yogasutra, consentendoci di passare dall’irreale al reale, ma soprattutto ci conduce sulla vita del perfezionamento e alla cessazione del dolore.