La scienza della rinuncia

la-scienza-della-rinunciaSuona male la parola rinuncia, lo so. Da sempre ci hanno insegnato che rinunciare a qualcosa è fallire. Niente di più falso e superficiale, rinunciare, nel senso più esoterico che c’è, è scegliere scientificamente.
Siamo animali, mossi da pulsioni e da moti impulsivi ai quali non sappiamo dare dei comandi e dei freni. Tutto questo ci rovina i rapporti e inquina le strade del nostro agire. Spesso, a creare confusione, sono i messaggi torbidi di una new age egoista e avida che ti suggerisce di andare dove ti porta il cuore, ma la costruzione del bene per noi e in noi, passa attraverso la frizione del fermarsi, ascoltarsi e non dare spazio all’automatismo autoreferenziale che si manifesta indisciplinato e irruento.
Per rinunciare ad un moto propulsivo della coscienza bisogna conoscere e praticare la scienza della disciplina: samyama.
“La base dello yoga è fermamente stabilita quando lo sforzo è mantenuto seguendo i principi dello yoga con coerenza per lungo tempo, con serietà, con attenzione, con applicazione e devozione.
(estratto dal Commento agli yoga sutra di Patanjali di B.K.S. Iyengard)

Nello Yoga, la pratica e il distacco generano quattro tipi di samadhi:

  • autoanalisi
  • sintesi
  • beatitudine
  • esperienza dell’essere puro

Lo Yoga è scienza e pratica attenta e seria. Non bastano le paperelle nel lago per amare l’universo…

Ma lo yoga è anche umiltà e semplicità, accettazione del proprio posto nel mondo e della responsabilità che questo compete. Lo yoga è sapiente rinucia che genera dolce compassione nei nostri cuori. Ogni volta che rinunciamo ad odiare, a prevaricare, ed a un qualsiasi conflitto di potere, scegliamo scientificatamente l’amore e tendiamo alla purezza.
Per essere veramente liberi ed avere la forza e la gioia di rinunciare, bisogna imprimere una volontà di bene al proprio agire. Questa è scienza. La prova scientifica va costruita con fatica, attenzione e accettazione dell’imprevisto. Così la vita.

L’uomo medio, succube del karma, riuncia perchè obbligato dagli eventi che gli accadono. L’occultista, scienziato della vita, sceglie di rinuciare perchè la rinucia è funzionale al bene e alla vita stessa.
Colui che percorre il sentiero dell’illuminazione rinuncia al’avidità praticando il samtosa, il contentarsi, accettando la suprema gioia di vivere nel presente.
Colui che pratica, con sforzo e volontà di amare la rinuncia al male in sé, passa dal sentiero del dolore al sentiero inizatico, facendosi prova scientifica che si può essere vivi e felici nella rinuncia.