La saggezza del cuore

la saggezza del cuoreIl cuore del Maestro non conosce ostacoli, la compassione lo conduce ove la ragione umana non può giungere. Così ogni aspetto della coscienza viene sapientemente illuminato affinché il discepolo vi possa trovare quelle chiavi necessarie per aprire le stanze più interne.

La caduta di Arjuna non è stata vana. Krishna, dopo averlo esortato a combattere, gli rivela l’immortale natura dell’Atman. I cinque elementi : terra, acqua, fuoco, aria ed etere di cui siamo costituiti sono solo l’ombra di una luce che emana quella scintilla divina, immutabile ed eterna, che se ne sta silente nel nostro petto.

Krishna individua nell’afflizione il vero nemico da cui liberarsi prima di godere della bellezza dell’esistenza ed utilizza tutto quanto è a sua disposizione per aiutare in quest’opera il discepolo. La saggezza lo conduce a planare dalle vertiginose vette del Samkhya Yoga verso l’etica sociale. In ogni contesto può essere combattuta una giusta battaglia conforme al Dharma. Gli ideali si conquistano progressivamente, appaiono luminosi in cielo come una cometa, ma prima di viverli l’io dovrà essere inizialmente combattuto e poi, finalmente, aggiogato. La natura duale della coscienza si esprime in un braccio di ferro tra l’anima e la personalità. L’incontro con il diverso, al di là del risultato, porta sempre dei conseguimenti positivi che si manifesteranno in cielo o in terra a seconda dell’ energia prevalente.
“Ucciso, raggiungerai il cielo; vittorioso tu godrai la terra. Sorgi dunque, ofiglio di Kunti, deciso a combattere.” ( BG II, 37)
Nonostante la sensazione ci porti a sperimentare il caldo o il freddo, niente può toccare veramente l’essenza, per cui ci possiamo emancipare dalla morte rimanendo in equilibrio nella percezione del piacere come del dolore.
“ Vedi con occhio equanime il piacere e la pena, il guadagno e la perdita, la vittoria e la sconfitta e gettati nella battaglia; così non commetterai peccato”( BG II, 38)
Sivananda nel commentare questo verso scrive: Questo è lo Yoga dell’equanimità e della presenza di sé nell’azione. Se una persona esegue un’azione con questa attitudine mentale, o con un equlibrato stato di mente, egli non raccoglierà il frutto di una tale azione. Ma una tale azione porterà alla purificazione del cuore e alla liberazione. Uno deve sviluppare un equilibrato un tale equilibrato stato della mente attraverso un vigilante e continuo sforzo.