La forza della pace

la forza della paceI primi due capitoli della Bhagavad Gita descrivono il mutamento del rapporto tra Arjuna e Krishna. All’inizio il Maestro accompagna in silenzio le gesta di colui che l’ha cercato. Dopo quella caduta che ha reso il discepolo pronto per mettersi in discussione, giungono le parole di fuoco di Krishna.

L’anima, dopo che in questo corpo mortale ha vissuto la fanciullezza, la giovinezza e la vecchiaia assume un altro corpo. L’uomo che è in pace non ha motivo di turbarsene.( BG II,13)

Lo sguardo del Maestro vede oltre l’apparenza e le sue parole descrivono la realtà più profonda. Si eleva al di sopra dei sensi e mostra il vero scopo dell’esistenza umana. La nascita e la morte sono parte integrante di una lunga evoluzione che ha bisogno di processare più volte gli stessi passaggi.

Occorrono molte vite per comprendere la Vita in cui si è immersi. La reincarnazione segue il karma in una lunga rincorsa che prima o poi avrà una fine nel tempo e nello spazio. Quando la grande ruota smette di girare si palesa il Dharma, l’Eterna Legge.

L’anima segue le onde della vita passando di corpo in corpo. Nonostante la luce della coscienza sia attratta dal mondo e ne voglia fare esperienza: le sono necessarie diverse incarnazioni per sprofondare nella materia. Come in alto, così in basso: la coscienza umana necessita di diverse vite affinché possa riconoscere la luce dell’anima.

Le stagioni della vita vanno e vengono, quello che rimane è l’anima, la vera causa dell’esperienza. Nel vivere la caducità dell’attimo ci si prepara all’immortalità. L’impermanenza apre la strada all’eterno presente e la pace li abbraccia entrambi: sulle ali della pace si vola verso l’infinito.

Krishna indica la strada verso la gioia: la sofferenza può essere sconfitta da chi non si fa turbare da ciò che vive. Per realizzare lo yoga è necessario vivere l’equilibrio interiore.

Dato che la pace alberga nell’occhio del ciclone, ogni tempesta può essere quella giusta per raggiungere la gioia. Se lasceremo andare l’attaccamento al piacere distorto prodotto dai turbamenti, potremo vivere in equilibrio.

Chi è saldo nell’essere conosce se stesso. Nel misurarci con la tempesta, andremo incontro alla pace. Cerchiamo la pace, vinceremo noi stessi.