La Fedeltà nel sentiero

Essere fedeli nella vita, significa essere per prima cosa essere fedeli a sé stessi.
Al giorno d’oggi non è più di moda cercare di essere coerenti, ma piuttosto viene spontaneo essere corrotti e corruttibili.
Gli antichi saggi di ogni tradizione ci insegnano a mantenere la parola, a sacrificarci per un ideale. Certo, nessuno nasce puro e scevro di corruttibilità, ma l’allenamento del cuore ci insegna a non odiare e a mantenere coerente l’amore che soggiace dietro alle nostre difese. Ogni giorno, barattiamo il nostro valore e la nostra fedeltà alla vita, per strade più facili, con azioni più “comode”, attraverso divisioni, noncuranze e personalismi… e ci ammaliamo di solitudine.
Tutto ciò che facciamo viene registrato nelle nostre coscienze e alimenta la corrente della salute o della malattia. Se ci si impegna ad essere fedeli sul sentiero, non si perdono mai le forze e la voglia di amare.
Tutte le volte che l’introspezione diventa attenzione patologica al sé, non stiamo evolvendo, ma stiamo girando su noi stessi e sulle nostre illusioni.
Dovremmo imparare l’arte del confronto, senza morire di suscettibilità. Dovremmo tendere le nostre vite agli esempi di tutti i tempi: ad un Santo o un Maestro, e vederli come la meta dei nostri sforzi.
La pace negli occhi di chi sacrifica la propria vita per il bene comune è talmente attraente da accelerare e rendere coesi tutti i nostri sforzi verso l’illuminazione.
Nessun impedimento, nessun desiderio, si può interporre, se la fedeltà è stata nutrita e consolidata tra l’uomo sul sentiero e la realizzazione del vero sé.
Ogni dolore, così la morte, si dissolve davanti a chi ha impresso il simbolo della fedeltà nel proprio cuore, ricongiungendosi ad Atman, l’assoluto in noi.
“Colui che, risiedendo in tutti gli esseri, da tutti gli esseri è diverso, Lui che tutti gli esseri non conoscono, per il quale tutti gli esseri sono corpo, Lui che genera dall’interno tutti gli esseri, questo è il tuo Atman, l’Intimo Reggitore, l’immortale”. Shankara
La fedeltà di Arjuna, valoroso guerriero, dovrà attraversarci le carni e ricordarci che esiste un disegno per ogni vita, e che le vite di ognuno sono sfumature che si mescolano nella tavolozza di Dio. Non conosciamo il quadro finale, e neanche cosa ci sia in divenire, ma l’affidarsi alla vita e sostenere essa al di sopra di ogni cosa, ci consacra alla fedeltà e all’autenticità, valori che solo un vero guerriero può avere.

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