Krishna illumina il campo di battaglia

La Luce di KrishnaAd Arjuna, invaso da un sentimento di pietà, con gli occhi pieni di lacrime e affranto dallo scoraggiamento, Madhusudana rivolse queste parole. Il Beato Signore disse: “Da dove viene questa tua debolezza nel momento della difficoltà? Essa è indegna di un Ariano, non viene dal cielo, o Arjuna, e non conduce alla gloria”.

BG II, 1-2

Arjuna, una volta sceso nel campo di battaglia, è stato colpito al petto dal nemico più infido, oscure emozioni gli hanno pervaso l’animo. L’imminente scontro con i suoi familiari lo hanno atterrito, l’avverte come moralmente inaccettabile. Non può concepire di infrangere le sacre leggi della famiglia, pensa che tutto ciò porterà sventura e distruzione. Il senso del peccato lo avvinghia tra le sue spire oscure e la paura del contatto con il male lo rende debole. Il Pandava sembra incapace di reagire, si è chiuso in se stesso e lo scoraggiamento ha preso il sopravvento. Piange e soffre. Forse non è mai stato così disperato. In suo aiuto accorre il Maestro, la presenza di Krishna illumina tutto il Kurukshetra. La luce che proviene dal suo cuore mostra la via a chi è pronto. Affinché il discepolo possa trovare prima possibile il Sentiero, il Maestro indica la direzione e gli ostacoli che ne impediscono la visione. La purificazione del carattere porterà l’aspirante spirituale a riconoscere la via maestra. Krishna si muove nel Kurukshetra per istruire Arjuna, la vittoria più grande viene conseguita intimamente quando nella coscienza affluisce la luce della verità. Arjuna, al cospetto del Maestro, ha l’opportunità di fare i conti con i limiti che albergano in lui. Krishna bolla come negativa la pietà di sé, per un discepolo la pietà verso sé stesso è il peggiore dei sentimenti, ciò che pensa di conoscere è ancora distante, chi è troppo attento a se stesso vede stagliarsi lontana e inviolata la vetta umana della compassione. Arjuna si è ritratto dalla battaglia per la paura di soffrire, conoscendo la legge del Karma pensa alle conseguenze di un’azione che lo porterà in contrasto con la morale che fino a quel momento lo aveva guidato, perciò chiudendosi in se stesso cerca di proteggersi dal dolore. Questo è un comportamento che si ripete nelle vicende umane, ma Arjuna ha scelto di seguire gli insegnamenti di Krishna per vincere la sua battaglia. Da quando ha fatto risuonare la conchiglia divina, nel suo animo non vi è più spazio per il male. Affinché il Sé possa risplendere, ciò che offusca i raggi del sole deve essere sradicato come erba cattiva. Il Dharma viene dal cielo ed è lassù che la coscienza si deve innalzare per compiere azioni insigni.