Il Sanscrito: la musica dell’universo

La storia del sanscrito ha radici misteriose e antichissime.
Fu la prima vera lingua parlata su questo pianeta, e rimase, almeno fino al 1100 d.c, la lingua ufficiale indiana.
Mi ha sempre messo soggezione questa lingua, ma non solo razionalmente. Ascoltare un canto sanscrito, magari una Puja, mi ha sempre dato un senso di grande potenza e solennità. Per non dire quello che mi faceva provare emozionalmente: il mio corpo vibrava forte (e si scombussolava), ascoltando questa musica così lontana dalla mia mente e vicina alle mie cellule.
Già trent’anni fa fecero ricerche scientifiche su questa misteriosa lingua.
La Nasa, nel lontano 1985, la dichiarò l’unica lingua non ambigua e adatta all’uso dell’informatica; quindi un linguaggio naturale come il sanscrito, poteva servire anche come linguaggio artificiale. Avevamo già un’altissima tecnologia su questo pianeta senza saperlo…
Il sanscrito tocca le corde più rarefatte dei nostri atomi, li stimola, fino a scuoterli al suono di antiche musiche. Si narra che il sanscrito abbia origine dalle vibrazioni dell’universo. Le parole sanscrite, nelle loro vocali e consonanti, costituiscono il suono della materia vitale. I Rishi, gli antichi scienziati spirituali, potevano percepire questi suoni (bija), riconoscerne la qualità e fondersi con essi.
Nei mantra abbiamo nel piccolo la realizzazione del suono della vita in più forme, dai colori più sottili e radianti che si amplificano nel canto spirituale che il mantra stesso rappresenta.
Nella parola sanscrita c’è l’essenza di ciò che rappresenta. Questa lingua tocca le vibrazioni più intime di ogni oggetto, rivelandone le qualità.
Schlegel, sul sanscrito afferma: “ è la lingua di un popolo non composto di bruti, ma di limpida intelligenza”
Ci vuole una limpida intelligenza, e quindi un certo tipo di distacco dalla mente razionale, per comprendere la sacralità del sanscrito e la sua matematica divina che si esprime in architetture radiose.
Ci vuole disponibilità alla comprensione per adeguare le nostre menti alla sorgente intuitiva che sgorga dalla ricerca della verità.
Il sanscrito è la lingua dei maghi: di coloro che conoscono, trasformano e usano la materia per affermare la vita. I Maghi tramutano la materia non per se stessi, ma per diffondere la conoscenza che si rivela solo a chi si sveglia dal torpore dei sensi e sacrifica sé stesso.