Il rumore della mente e il silenzio del cuore

il rumore della mente e il silenzio del cuoreArjuna si rifiuta di combattere. La strada che gli si apre davanti gli evoca tremende paure, nonostante senta il richiamo del Dharma non è ancora libero di seguire del tutto la sua natura eroica. Lo avvolge quello stesso terrore che provoca nei nemici.

Avendo così parlato a Hrishikesha (Krishna) e dopo aver detto a Govinda (Krishna): “ Non combatterò più”, Gudakesha (Arjuna), il terrore dei nemici, rimase in silenzio. (BG II,9)

L’incertezza regna sovrana nella pianura del Kurushetra. Il mondo emotivo e mentale è caratterizzato da una alternanza di percezioni che sembrano annullarsi vicendevolmente. La debolezza e la forza sono due facce della stessa medaglia. Nel negare una parte di noi stessi non vediamo nemmeno la controparte.

L’aspirante spirituale desidera unirsi al bene, ma fino a quando non riconoscerà il male che lo contraddistingue non potrà realizzarsi. La legge del Karma regola i moti della coscienza e i dubbi non risolti tornano a galla ciclicamente.

Arjuna, dopo aver scelto di combattere insieme a Krishna, trema di fronte all’esercito che proviene dal suo passato. Afferma di volersi affidare alla Natura divina del Maestro ma poi, nel cedere al timore, nega a se stesso la possibilità di sperimentarla.

Tutto ciò è comunque necessario, è nella tensione che l’aspirante si conosce un po’ di più. Dietro l’algida maschera di ogni combattente vi è un incendio che deve essere domato. Dopo aver incontrato la sofferenza, il Pandava cerca una via di fuga nella resa delle armi:

Meglio vivere elemosinando che uccidere questi venerandi maestri” (BG II, 5)

Dopo tanto dolore Arjuna ha preso la sua decisione: non vuole più combattere. Il tempo delle giustificazioni e dei ripensamenti sembra scaduto. Tutto ciò ha prodotto tanto rumore per nulla. Le aspettative e la felicità personale devono lasciare il passo ad altro. Ciò che si presenterà come nuovo ha bisogno di una pausa per venire in essere.

Quando la mente tace può essere ascoltato ciò che risuona dentro di noi. Soltanto una volta percepito il suono del silenzio si potrà comprendere la necessità del rumore. L’alternanza tra il rumore e il silenzio governa il cambiamento e ci accompagna nella vita.

Arjuna ha lottato con se stesso oltre ogni limite. Scoraggiato e stanco si lascia avvicinare dal silenzio. Sembra lontano il momento in cui, baldanzoso e pieno di speranza, aveva risuonato la conchiglia della vittoria.

Eppure, soltanto dopo aver incontrato la parte distruttiva, è pronto per ascoltare il silenzio del cuore.