Il Laya Yoga

IL_Laya_yoga_300_0Nella Tradizione dello Yoga, vi è una pratica definita Laya Yoga che in passato ha avuto un ruolo cruciale nello sviluppo dell’essere umano. I Maestri insegnano che una tale pratica veniva utilizzata per favorire l’integrazione dell’energia vitale. A. A. Bailey sostiene che comparve durante Lemuria e insieme all’Hatha Yoga  costituirono i fiori di quella umanità.

L’evoluzione ha guidato gli uomini (che siano pronti ad essere discepoli) in tutte le razze e nella Lemure (cioè nella catena precedente) essi furono Hatha Yogi e Laya Yogi. Ne derivò lo sviluppo e il controllo del duplice corpo fisico: denso ed eterico.

Inoltre A. A. Bailey scrive che il Laya Yoga continuò ad essere praticato anche durante l’epoca Atlantidea e insieme al Bhakti Yoga, contribuirono a sviluppare l’uomo di quel periodo.

Al tempo di Atlantide, il progresso fu favorito da due Yoga. Quello ora chiamato Laya Yoga o dei centri, che stabilizzava il corpo eterico e i centri, sviluppava la natura astrale e psichica. A seguito di ciò, si aggiunse il Bhakti Yoga, ponendo le basi di quel misticismo, di quella devozione, che furono incentivi dominanti anche della razza Ariana.

In sanscrito il termine Laya significa fusione e assorbimento. Nello yoga viene utilizzato per indicare l’assorbimento dell’energia pranica attraverso particolari suoni astrali. Il Laya Yoga si occupa della distribuzione dell’energia pranica nel corpo e di far risalire l’energia di Kundalini lungo la colonna vertebrale.  Per questo alcuni lo chiamano Yoga Kundalini. La pratica del Laya Yoga consiste nel vibrare dei Mantra in alcuni chakra specifici secondo una progressione ordinata. In questo modo, viene espansa la coscienza attraverso l’uso congiunto del ritmo e del suono. Anche se gli insegnamenti attuali dati sullo Yoga non si rifanno direttamente al nome Laya Yoga, non è che questa antica disciplina sia scomparsa, infatti è stata integrata dal Raja Yoga di Patanjali. Così  l’aspirante al Raja Yoga  sperimentando alcune specifiche modalità di pranayama pratica l’antico Laya Yoga. Tutto ciò viene ben spiegato  dal commento di A.A. Baliley al sutra n. 34 del primo libro degli Yogasutra che riporterò integralmente soltanto per quanto riguarda il Laya Yoga:

La pace di “chitta” si ottiene anche regolando il prana, o respiro vitale.

Pranayama è un termine che descrive tre metodi di controllo dell’energia vitale, tutti collegati fra loro. I primi due sono la scienza del vivere ritmico o come regolare le azioni quotidiane organizzando il tempo e usando lo spazio con saggezza e la scienza del respiro cioè la vivificazione della personalità per mezzo dell’inspirazione ed espirazione. Mentre il terzo è la scienza dei centri, o Laya yoga. Si occupa dell’applicazione della legge alle forze della natura e l’impiego scientifico di queste. Implica il passaggio d’energie settemplici attraverso i centri della spina dorsale e della testa, seguendo una specifica progressione geometrica. Ciò sviluppa i poteri psichici che mettono in contatto con l’anima di tutte le cose e con l’interiorità della natura.