Il Karma nel Vaisesika e le analogie con il terzo principio della dinamica

Il karma nel VaisesikaIl Karma è ormai sulla bocca di tutti, ha quasi la stessa fama dell’Iphone…

I veri occultisti conoscono il karma per quello che è, (espressione esoterica del terzo principio della dinamica) ovvero: “Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria.”

Altro che sfiga, la vita è perfetta. Qualsiasi cosa fai, ne paghi le conseguenze, e le conseguenze saranno precise per renderti ciò che hai seminato, nel bene e nel male.

Il Karma ci insegna a vivere e a rispettare la vita, fosse solo per quello che ci torna indietro!

Secondo la tradizione filosofica Indiana, pur esistendo una sola Realtà Ultima (Brahman), vi sono sei prospettive fondamentali attraverso cui tale Realtà può essere descritta.

Queste prospettive sono, comunque, tutte fondate sui Veda e corrispondono ai darsana.

Vaisesika è il darsana che si riferisce al dominio sensibile ed espone una descrizione

della realtà in chiave analitica, ovvero nei termini dei suoi elementi costitutivi: per questo lo trovo molto vicino alla meccanica classica.

La tradizione Vaisesika, classifica i dati dell’esperienza e li riduce ad alcune categorie fondamentali. Secondo il Vaisesika, il mondo è il risultato di una combinazione di atomi in movimento. Così come per la fisica newtoniana, che accenna al karma senza saperlo…

Il terzo artha, il karma, prende in considerazione proprio la creazione continua di eventi e l’obbligo, fin quando l’anima non ha più desideri, di reincarnarsi e sperimentare.

Quando l’anima è libera da attaccamenti non crea più karma, non è soggetta a forze interne (la Fisica le vede come esterne) e trovandosi “inattiva” nessuna reazione esterna può essere esercitata.

Questo cosa significa in termini esoterici? Se sono libera dalle mie pulsioni, dal karma e da essere distruttiva nella vita, niente può modificare il mio stato in equilibrio perenne.

La Fisica non lo sa, ma nelle sue formule, oltre che di karma, parlava già di Illuminazione…