Ayurveda, la scienza della vita

ayurveda_Scienza_della_vita_300_0L’Ayur-veda, uno degli Upaveda (Veda minori) è sia la più antica scienza medica conosciuta, sia un sistema olistico di vita basato sul ritmo cosmico.

A differenza della medicina allopatica, che si occupa della malattia e considera l’uomo una macchina di cui analizza e cura le singole parti, l’Ayur-veda considera la vita nella sua interezza e integrità psico-fisica, strettamente interconnessa con il Tutto.

Se ne parla nel Rig Veda e nell’Atharva Veda: la salute è considerata legata all’uso della forza dei poteri interiori, la malattia dipende dallo squilibrio delle energie vitali.

Secondo la tradizione, la scienza dell’Ayur-veda fu creata da Brahma stesso contestualmente

all’universo e trasmessa poi a Prajapati, il signore delle creature; gli dei ne fecero quindi dono agli uomini per il loro benessere e la loro felicità.

Il testo cardine di cui disponiamo è il Caraka Samhita, dal nome del suo compilatore; nel corso del tempo molti altri testi sono comparsi, a testimonianza della continua evoluzione dell’Ayur-veda, fino ai giorni nostri in cui la moderna ricerca scientifica si è orientata a individuare il fattore razionale delle terapie tradizionali.

Le basi filosofiche dell’Ayur-veda sono nel Samkhya e nello Yoga, che a questo fornisce le tecniche.

Secondo il Samkhya la realtà è costituita da Purusha, la Coscienza, e da Prakriti, la materia. Dalla loro relazione ha luogo l’intera manifestazione. La loro azione reciproca, il movimento cosmico, è karma.

Il concetto di karma è fondamentale per comprendere l’Ayur-veda, infatti la qualità e la durata della vita dipendono da due fattori: il karma che ci portiamo dalle vite precedenti e ciò che facciamo in questa vita. Il prevenire, se possibile, o comunque il prendersi cura dei problemi di salute che ci troviamo ad affrontare in questa vita, come conseguenza di un cattivo karma passato, possono migliorare le nostre condizioni e risolvere la malattia; il non prendersene cura porterà inevitabilmente alla cattiva salute, a una vita breve e all’infelicità.

Nell’essere umano, microcosmo che rispecchia il macrocosmo, Purusha è presente come Atman, principio eterno e immutabile, lo stesso in ogni essere vivente, Prakriti è presente con i cinque elementi, terra, acqua, fuoco, aria, etere, che si combinano in tre energie vitali, i tridosha: vata, pitta e kapha.Queste energie governano tutte le funzioni corporee e psico-spirituali, la predominanza dell’una o dell’altra è responsabile della variabilità degli esseri umani, per quanto riguarda sia il fisico sia la personalità.

Fattori ambientali, come il tempo e il clima, fattori individuali, quali l’età, i ritmi circadiani (sonno-veglia), la nutrizione e lo stato emozionale, e fattori contestuali, quali l’ambiente sociale e le relazioni, mutano costantemente la combinazione energetica.

Quando le tre energie sono bilanciate e il loro funzionamento è armonico si ha buona salute, fisica e mentale; lo squilibrio si traduce in malattia, depauperamento del fisico e disturbi della personalità legati a emozioni non elaborate, esperienze dolorose e conflitti irrisolti, nonché perdita del senso della propria identità e integrità e della propria interconnessione con il Tutto.

Curare significa ricercare la causa dello squilibrio e intervenire per ristabilire l’armonia: nel corpo – mente, nella personalità e nelle sue relazioni con il contesto sociale, culturale, spirituale e cosmico.

Anche la terapia ayurvedica è sistemica: dieta, farmaci, stile e regole di via, meditazione.