Accogli l’esperienza: conoscerai le verità più intime

Accogli l'esperienza...“Ciò che esiste non può cessare d’esistere, e ciò che non esiste può cominciare ad essere. La fine di queste opposizioni d’essere è stata scorta da coloro che vedono la verità essenziale.” ( BG II,16)

L’equilibrio tra l’essere e il divenire è la continua sintesi presente nella manifestazione. Quella stessa creazione che si poggia sulla dualità ci induce a riconoscere l’intima unità dell’esperienza. Nel vivere si partecipa alla ricomposizione di quella frattura che permette a ciò che è interno di uscire allo scoperto.

Ogni azione ha il pregio di mettere in luce delle potenzialità e di disegnare dei limiti. Gli ostacoli ci costringono a ripensarci migliori di quanto temuto. Ci si conosce veramente imparando a superare il dolore. Allora può essere scorta la via della gioia. La grande conquista dell’umanità si palesa nel raggiungere quello stretto sentiero, denominato “cammino iniziatico”, che conduce alla Luce.

La consapevolezza della Vera Natura metterà fine al lungo conflitto. L’antica diatriba dovrà lasciare spazio ad altro. Prima di quel trionfale momento quante volte ancora verrà issata la bandiera della personalità! Quando l’orgoglio offusca la mente, sembra naturale innalzare degli steccati per preservare la verità. Ma la separazione alimenta la sofferenza. La necessità di divisione proviene dalla sfiducia verso la vita, ritenuta matrigna e non madre amorevole.

Persino i pensieri più promettenti possono favorire la contrapposizione. Sarà per questo che il Buddha si rifiutava di rispondere alle domande metafisiche, mentre riponeva una totale fiducia nell’investigazione personale. La speculazione filosofica, allontanandoci da noi stessi, rischia di alimentare il dolore. Invece la paziente trasformazione della personalità ci unisce sempre più al flusso della vita.

Il continuo tentativo di affermare la nostra parte migliore ci fa stare dalla parte giusta. Il Divino Maestro ci insegna che l’afflizione può essere superata. Un pensiero concentrato può bruciare i semi latenti del Karma e riconoscere lo Spirito oltre la forma. Ma una mente così malleabile come fa a negare l’esperienza del divenire che le ha permesso di raggiungere la vittoria sull’oscurità?

Krishna ci ricorda di accogliere i limiti più manifesti come le aspirazioni più profonde. La visione del fiore nato dall’esperienza risolve qualsiasi dissidio interiore, chi lo può scorgere si abbevera alla fonte della verità.