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Vishnu

VishnuViṣṇu è una divinità maschile vedica. I seguaci, detti vaishnava, considerano Visnu quale suprema divinità, il principio animatore e conservatore degli essere viventi, a cui tutti gli altri Deva (esseri celesti) sono sottomessi.

Si tratta di una tradizione prevalentemente monoteista, basata principalmente sulle Upanisad, sui Veda e sui Purana quali la Bhagavad Gita, i Padma Visnu e il Bhagavat Purana. Visnu è venerato soprattutto sotto forma delle sue principali incarnazioni, o avatara, tra le quali la più popolare è KRISNA, disceso secondo la tradizione a Mathura, in India Vishnu è spesso raffigurato come sdraiato su una Shenanga – la spirale, con molte teste di serpente che galleggia sulle acque cosmiche che rappresenta la pace nell’Universo.

Questa posa simboleggia la calma e la pazienza di fronte alla paura e le preoccupazioni che il serpente velenoso rappresenta. Il messaggio qui è che non si deve lasciare che la paura ti assoggetti e disturbi la tua pace.

Il veicolo di Visnu è l’aquila Garuda, il re degli uccelli. L’Aquila con la sua vista acutissima è la rapidità per diffondere la conoscenza dei Veda, Garuda è una garanzia di coraggio al momento delle calamità.

I suoi emblemi sono il loto, la clava, il disco e la conchiglia; la sua sposa, o Śakti, è Lakṣmī, dea della fortuna, prosperità e bellezza. Insieme a Brahmā e Śiva, Visnu rappresenta, nell’evoluzione dell’esistenza (nascita, durata, fine), il principio conservatore.

La conchiglia, in sanscrito Śaṅkha. Si tratta di un esemplare di Turbinella pyrum che (come tutti i suoi altri emblemi) Viṣṇu acquisì in condizioni particolari e che porta il nome di Pāñcajanya. La conchiglia, la cui dimensione simbolica è estremamente ricca e complessa, è considerata a tutti gli effetti un’arma da guerra, il cui suono produce terrore nei nemici, e come tale venne in effetti usata da Kṛṣṇa (avatāra di Viṣṇu) nella guerra finale tra i Kaurava ed i Pāṇḍava, nella quale si colloca la Bhagavadgīta. Altri emblemi sono la mazza da guerra, in sanscrito Gadā, che porta il nome di Koumodakī e quindi il fiore di loto (Padma), che al contrario degli altri non è considerato un arma ma che ha anch’esso, come la conchiglia, una complessa profondità simbolica.

L’ordine nel quale questi quattro elementi principali sono disposti nelle mani del dio è di estrema importanza nell’esatta definizione del suo particolare aspetto e significato. In aggiunta a questi quattro emblemi vi è anche la spada (Kagha in sanscrito) di nome Nandaka e l’arco (in Sk. a), che porta il nome di Śārṅga. Alcuni di questi oggetti tenuti in mano dalle divinità possono poi essere personificati a loro volta in ALTRE divinità, ognuna con caratteristiche ed iconografia proprie, rappresentate come maschili o femminili ed eventualmente in compagnia di consorti.

Il Mantra Om Shanti significa pace nella mente, nella parola e nel corpo; credo che se tutti potessimo essere davvero in pace e portare la pace nelle nostra vite, la nostra energia potrebbe viaggiare così anche verso gli altri, senza parole, diventando contagiosa. Cantare o recitare OM SHANTI esprime la volontà di rapportarsi con Visnu, il Signore della pace e della pazienza, nei momenti di tensione salmodiare questo mantra aiuta a ritrovare la serenità e la tranquillità che la parola stessa rappresenta PACE.

Luciana Mologni

Luciana Mologni

Luciana Mologni nasce nel 1950 a Bergamo e nel 1966 si trasferisce a Milano dove la spinta alla ricerca di sé la porta a frequentare nel 1985 la scuola di psicodinamica a Milano. Dopo aver sperimentato alcune tradizioni e diversi corsi di perfezionamento e varie discipline olistiche, impara a conoscere le erbe lavorando in Erboristeria. Nel 1991 si trasferisce a Modena dove scopre la disciplina del Raja Yoga, l'antica Scienza dell'Essere improntata alla conoscenza del sé più profondo, secondo gli insegnamenti di Massimo Rodolfi. Frequenta dal 1998 la scuola triennale per terapeuti esoterici Energheia ed il master di perfezionamento Agnihotri. Dopo otto anni d'insegnamento in materie esoteriche, nel 2006 diviene docente di Energheia, la prima Scuola di formazione per terapeuti esoterici a Bergamo dove si è trasferita nel 2001. Attualmente è insegnante di Energheia, di meditazione e di per terapeuti esoterici Raja Yoga nell'ambito dell’associazione Atman.
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