Vincere la Paura Tramite la Conoscenza Esoterica

Vincere la paura tramite la conoscenza esotericaOggi prendo ispirazione dall’ultimo punto del “decalogo” di Papa Giovanni XXIII, che guarda caso si aggancia alla lezione di Energheia che ho tenuto domenica scorsa.

Il Papa ci faceva notare che abbiamo addirittura paura di godere di ciò che è bello!!! Voi direte: non è vero, se una cosa è bella non vedo l’ora di godermela. E invece proprio domenica con i miei allievi abbiamo constatato di quante cose belle non ci godiamo proprio per paura… in genere della sofferenza.

Il sentiero spirituale ci dice che la vita è abbondanza, e che se non la “gustiamo” appieno non è colpa degli altri, ma siamo noi che in un qualche modo la stiamo limitando, magari proprio con le nostre paure. Per esempio: quanti non si buttano in una relazione amorosa per paura di soffrire? Alcuni affermano di volere una relazione sentimentale, eppure sono soli; se si ascoltassero sentirebbero che interiormente c’è una vocina che dice “meglio stare da soli”, e se ascoltassero bene il motivo sentirebbero quasi sicuramente la paura di soffrire.

Magari hanno vissuto una esperienza molto dolorosa in passato, oppure hanno visto la sofferenza nella relazione tra i propri genitori e hanno associato inconsciamente che amore = sofferenza.

A parte la causa iniziale, sicuramente questa paura di amare è presente nell’inconscio e sta impedendo alla persona di godere di ciò che è bello e di credere nella bontà dell’amore. Quando deciderà di aprirsi all’amore, questo arriverà, ormai l’ho sperimentato da tempo.

Il Raja Yoga insegna che per superare i propri limiti bisogna intanto vederli, quindi imparare ad ascoltarsi, a guardarsi dentro, ad accettare che i limiti sono in noi e non ci vengono imposti dalla vita, dalla società o dalla suocera. Se ancora credete che ve li impongano gli altri siete lontani dalle vere cause della vostra sofferenza, e di conseguenza non potete cambiarne gli effetti. L’ascolto di sé è uno dei pilastri del Raja Yoga, dobbiamo vedere dove nascono i limiti, che cosa li motiva, capire che possiamo liberarcene e poi, attraverso la meditazione, superare i limiti stessi.

Come dicevo la vita è abbondanza, siamo immersi in un mare di amore, bisogna fare lo sforzo di alzare gli occhi al Cielo e rendersi conto della pienezza della vita, mentre invece l’uomo guarda sempre in basso, verso i propri desideri, e questo è ciò che lo imprigiona.

Alzando gli occhi al Cielo potremmo “incontrare” la nostra anima, capire che se viviamo qui, in questa famiglia, con questo lavoro non è un caso, ma è un progetto dell’anima che vuole sperimentare la vita in tutte le sue manifestazioni, su tutti i piani, da quello più spirituale a quello più materiale. L’anima gioisce di ogni attività che facciamo, sul suo piano (il Causale) non esiste la sofferenza e vive ogni esperienza come positiva, costruttiva e gratificante.

I corpi sono temporanei, sono strumenti che l’anima utilizza per muoversi e fare esperienza del piano fisico, astrale e mentale. Potremmo paragonarli ai vestiti che indossiamo: quando andiamo a lavorare usiamo un vestito, alla festa ne usiamo un altro, e così via. Normalmente nessuno si identifica con il vestito, e nessuno pensa che possa soffrire se viene sgualcito. Il problema è che noi ci identifichiamo con i nostri corpi, non ci ricordiamo chi siamo in essenza, crediamo di essere il vestito che indossiamo e soffriamo per questo.

L’anima quando vuole conoscere si incarna in corpi adeguati a compiere quel tipo di esperienza, una volta completata abbandona gli involucri usati e ne “indossa” dei nuovi, più adatti alla nuova esperienza che desidera compiere. I corpi sono perituri, l’anima no, per questo dobbiamo alzare gli occhi al Cielo e riconoscerci in ciò che siamo sempre stati: il nostro vero Sé, l’Osservatore silenzioso, il Maestro interiore, l’Anima. Questo ci farà finalmente “vedere” il piano Causale, il mondo delle cause, dove capiremo gli avvenimenti nel loro susseguirsi “perfetto” e meraviglioso, e capiremo tutto il percorso che ci ha portati ad essere quello che siamo, compresa la funzione che ha avuto la sofferenza nelle nostre vite. Espandendo ulteriormente la coscienza si arriverà a sperimentare piani ancora più elevati, dove la vita è unità e beatitudine… ciao ciao limiti!!! (vedere l’articolo sui Piani della Creazione, sezione Raja Yoga).

Allora capite che abbiamo paura solo perché momentaneamente la nostra visione della vita è parziale, non comprendiamo le vere cause e gli effetti che producono, non conosciamo la bellezza del progetto che noi siamo. Quando riusciremo a pensare che ogni esperienza che ci capita non è casuale, ma è desiderata dalla nostra Anima, ci butteremo dentro con gioia e con il desiderio di viverla fino in fondo, perché se ci sta capitando, sicuramente è quello che ci serve ora.

Provate a maturare questa fede, a non avere paura. Quando affrontate una cosa che vi fa paura alzate gli occhi al Cielo, chiedete di essere sostenuti, e poi… andate in scena come se entraste sul sipario di un teatro, dando il meglio di voi stessi. Come diceva Chiambretti a Sanremo: comunque vada sarà un successo! Ed in effetti è così, perché indipendentemente dal risultato, che la personalità potrà percepire come più o meno piacevole, sarà comunque una esperienza in più che vi ha arricchito.

Vedrete che se affrontate la vita con questo spirito sarete molto più realizzativi, e riuscirete a godere di ciò che è bello, senza paure, proprio perché non ve lo impedirete. Con questa fede riuscirete anche a credere di più nella bontà e ad apprezzarne la virtù.

Lo so… oggi non è così, e nessuno pretende che oggi vi immedesimiate con la vostra anima e abbiate la visione della perfezione della vita. Però questo è un obbiettivo, è l’obbiettivo di tutti gli esseri umani, e per raggiungerlo bisogna iniziare a muovere i primi passi in quella direzione. Abbiamo già detto in mille articoli che l’energia segue il pensiero, quindi se iniziate a pensare e agire in questo modo, prima o poi arriverete a realizzarvi come anime.

Non ci credete? Non sembra una cosa possibile? E’ una prospettiva troppo lontana nel tempo?

Bene, è per questo che Papa Giovanni XXIII ci viene incontro con il suo utile consiglio, rivolto a tutti gli aspiranti sul sentiero spirituale: “Solo per oggi non avrò timori. In modo particolare non avrò paura di godere di ciò che è bello e di credere alla bontà.”
Posso ben fare, per dodici ore, ciò che mi sgomenterebbe se pensassi di doverlo fare per tutta la vita.

“Basta a ciascun giorno il suo affanno”  (Mt. 6,34)

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Roberto Rovatti

Roberto Rovatti

Roberto Rovatti nasce a Carpi (MO) nel 1966. Nel 1985 si diploma in informatica. Nel 1994 “per caso” viene invitato a frequentare un corso di Raja Yoga tenuto da Massimo Rodolfi, e da quella sera nasce l’interesse per la spiritualità, che lo porta a seguire tutte le possibilità formative dell'associazione Atman. Nel 1996, nell’anno della sua fondazione, si iscrive alla Scuola Energheia, la prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici. Nel 1999, conseguito il diploma, inizia il percorso di insegnante di Raja Yoga all’interno dell’associazione Atman. Nel 2006 diviene istruttore della Scuola Energheia. Attualmente, collaborando con l'associazione Atman e la Scuola Energheia, tiene conferenze, corsi e seminari per trasmettere gli insegnamenti e le pratiche dell'Antica Saggezza.