Unisci, senza chiedere niente in cambio

unisci senza chiedere niente in cambioUnire senza chiedere niente in cambio, sono poche le parole che ci servono a capire questo concetto ma molte sono le azioni che ci servono a comprenderlo. Da qualche mese ho un maestro, che aveva un maestro, il quale parlava una sola parola d’inglese, ma non per pigrizia o disinteresse, il motivo era che quella parola era per lui più che sufficiente per esprimere il suo insegnamento. Quella parola era “give”.

Lascia con saggezza che la tua mente piena d’amore pervada un quadrante del mondo, poi anche il secondo, il terzo e il quarto. Riempi l’intero vasto mondo, sopra, sotto e tutt’intorno; pervadi il mondo di pensiero amorevole, libero da ogni malevolenza, abbondante d’amore, sublime oltre ogni misura.

Il Buddha – Digha Nikaya

Non è proprio questo ciò che la parola “yoga” significa? Realizzare lo yoga significa realizzare la coerenza nelle varie dimensioni dell’esperienza, a vari livelli: dal piccolo al grande, dall’uno al molteplice, dall’interno all’esterno. Realizzare lo yoga significa vincere la mente conflittuale che è in noi e solo una volta realizzato questo, potremo far cessare le guerre e gli sfruttamenti che sono causate delle nostre stesse azioni. Ogni giorno si sentono le notizie di terribili disastri, grandi lutti e infinite sfide che fanno parte del grande flusso dell’esistenza. La vita stessa non è già abbastanza piena di sofferenza? Una mente che si oppone genera una coscienza conflittuale. Una mente non consapevole genera una coscienza avida. Una mente ristretta e ignorante genera odio e pregiudizio. Abbiamo bisogno di costruire un futuro che possa curare l’evoluzione naturale della vita invece di controllarne il flusso e la direzione. Abbiamo bisogno di persone che scelgano consapevolmente di occuparsene e il primo passo per farlo è prenderci cura della nostra mente come ci prendessimo cura di un bambino indisciplinato. La mente vaga, è la sua natura, e noi la riportiamo sull’oggetto, ricordandoci della nostra intenzione, cercando di allineare intenzione e azione in modo armonico e amorevole, come se tutta la nostra vita dipendesse da questo. Tempo fa un maestro mi disse che nel percorso verso la consapevolezza e la realizzazione dello yoga, bisogna essere disposti a lasciar andare tutto quanto, come se il nostro intento fosse la cosa più importante, come se da ogni scelta che facciamo dipendesse tutta la nostra vita. Se cambiamo davvero, cambiamo per intero. La coerenza non è coerenza se è a metà, rimane incoerenza anche se un po’ più coesa. Per raggiungere l’unione, ogni singola cellula del nostro essere deve lasciar andare la sua vecchia configurazione, orientandosi verso un obiettivo più grande. Noi siamo convinti di avere una buona parte di controllo su ciò che viviamo, pensiamo, decidiamo, ma questo senso di controllo è pura illusione. La vita è più forte dei nostri pensieri e quando lo comprenderemo nel profondo, inizieremo ad averne un immenso rispetto. Inizieremo a prendere meno sul serio le nostre abitudini superficiali di vita e a vedere un po’ più in là della forma, nella direzione dell’essenza, che ci caratterizza come esseri in evoluzione su questo pianeta. Ci renderemo conto che quello che pensiamo non è la verità assoluta ma è solo una lettura del flusso di energia che ci attraversa, data dalle nostre memorie e dai nostri schemi automatici. L’unico modo per liberarci è realizzare l’unione… l’unione con noi stessi, l’unione con le altre persone e l’unione con il tutto che crea incessantemente la vita.

Il problema del mondo è che disegniamo la nostra cerchia familiare troppo stretta.

Madre Teresa di Calcutta

Questi sono i voti del Bodhisattva espressi dal Dalai Lama nella formulazione di Shantideva, li riporto qui in questo articolo perché sono molto profondi e possono essere una guida per chi è, come me, sul Sentiero, e si impegna costantemente per superare gli automatismi di se stesso, cercando di creare qualcosa di prezioso per sé, per gli altri e per il mondo.

Che io possa essere un custode per coloro che hanno bisogno di protezione, una guida per chi è sul sentiero, una barca, una zattera, un ponte per coloro che desiderano oltrepassare il fiume. Possa io essere una lampada nell’oscurità, dimora di pace per l’esausto, medicina risanatrice per chi è malato, vaso dell’abbondanza, albero dei miracoli; e all’infinita moltitudine degli esseri viventi possa io offrire sostegno e risveglio, saldo come la terra e il cielo, fin quando gli esseri non saranno tutti liberati dalla sofferenza e tutti risvegliati.

Che queste parole possano risuonare nelle nostre coscienze dandoci coraggio, speranza e un profondo senso di unione.

Ti potrebbe interessare

Sara Tancredi

Sara Tancredi

Lavoro a Reggio Emilia come Psicologa Psicoterapeuta a indirizzo sistemico relazionale e come Insegnante di protocolli basati sulla coltivazione della consapevolezza.