Udito

uditoIl primo senso che attiviamo appena nati è l’udito, cioè percepiamo il suono; infatti la prima creazione del divino è il mantra OM con il quale il Padre crea la vita nella forma. Il suono che riconosciamo con l’udito è il primo senso che si manifesta, esso è quindi attribuito al piano più basso dell’evoluzione, il piano fisico e ai sottopiani più bassi di ognuno dei cinque piani. Riguarda la percezione del suono nella sua vasta gamma di vibrazioni, non soltanto quelle che riesce a percepire l’orecchio umano; può essere rivolto infatti al mondo materiale, oppure, sublimando l’udito, rivolgersi al mondo interiore, udendo così la voce interiore del Sé superiore. Nel tempo, e nei tre mondi, ogni senso su ogni piano serve a trasmettere all’Anima qualche aspetto del non-sé. Allora l’Angelo Solare, con l’aiuto della mente, può adattare il suo rapporto ai differenti aspetti. L’udito gli dà un’idea della direzione relativa; consente all’uomo di fissare il suo posto nello schema e di posizionarsi. L’organo fisico, l’orecchio, è accomunato a Vishuddhi, e di conseguenza all’udito, ma cosa è necessario sentire? La nostra spontaneità, l’onestà dei nostri sentimenti, un armonico equilibrio tra la nostra personalità e l’ Anima cosciente.

Nell’evoluzione dei sensi, l’udito è il primo che vagamente richiama l’attenzione del sé apparentemente cieco:

  1. a.su un’altra vibrazione;
  2. su qualcosa che proviene dal suo esterno;
  3. sul concetto di esteriorità.

Quando viene per la prima volta in contatto con il suono, la coscienza diventa per la prima volta consapevole di ciò che esiste al di fuori.

Ma tutto ciò che è afferrato dalla coscienza dormiente (per mezzo di questo solo senso, l’udito) è il fatto che vi è qualcosa che le è esterno, e che si trova in una certa direzione. Questo apprendimento chiama in esistenza, nel corso del tempo, un altro senso, il tatto. La coscienza si spinge lentamente verso ciò che è udito, e quando il contatto con il corpo (orecchio) è stabilito, ciò viene chiamato tatto. L’Udito percepisce il suono con il quale la parola può essere espressa. Infatti, notiamo che chi nasce sordo ha difficoltà nel parlare o addirittura non riesce, cioè non percepisce che c’è qualcosa all’esterno di lui, non riconosce le direzioni dello spazio che ha intorno a sé. Il suono, e quindi il linguaggio, racchiude in sé la triplicità espressa come pensiero, parola ed azione sul piano fisico; è il mezzo più elevato usato dall’uomo per plasmare se stesso e il proprio ambiente. Lo scopo della parola è di rivestire il pensiero, mettendolo così a disposizione degli altri. Quando parliamo evochiamo un pensiero, lo rendiamo presente e portiamo ciò che è celato dentro di noi in espressione sensibile all’udito. La parola che rivela, il retto pensare, crea effetti benefici: libera unificando; mentre la parola “errata” può produrre sull’uomo che la emette e che la ascolta effetti che imprigionano separando.

Il senso dell’udito sul piano fisico: percezione anche contemporanea di una gamma ridotta di suoni e solo di determinate vibrazioni; molti suoni sfuggono completamente alle orecchie, altri non vengono distinti. La percezione uditiva completa sul piano fisico, oggi impossibile in quanto frantumerebbe il corpo – lo sarà quando l’uomo diverrà conscio anche dei suoni degli altri piani coscienziali.

Il senso dell’udito sul piano emotivo: facoltà di udire i suoni del piano emotivo, i quali vengono percepiti nella totalità del corpo emotivo e non soltanto con gli organi specializzati, le orecchie, che sono il prodotto dell’azione del suono e della reazione ad esso sul piano fisico.

Il senso dell’udito sul piano mentale: l’estensione dell’udito alla psiche è chiamata telepatia, ossia quella comunicazione senza parole che procede da mente a mente (livelli senza forma del piano mentale), sintesi dell’udito sui tre piani inferiori. Sul piano mentale si comincia a trovare la nota del proprio gruppo.

Il senso dell’udito sul piano intuitivo o piano della saggezza: l’udito si manifesta come totale comprensione, poiché comporta la conoscenza ed il riconoscimento del suono individuale, di gruppo e la loro completa unificazione, che comporta la comprensione perfetta. L’individuo comincia a trovare la nota del suo corrispondente planetario.

Il senso dell’udito sul piano spirituale: questo udito perfetto diviene beatitudine, ovvero realizzazione attraverso il non sé; il suono diviene il fondamento dell’esistenza, metodo di essere, metodo evolutivo, unificatore ultimo. La nota del suo corrispondente planetario, comincia a risuonare entro la coscienza.

Ed è con il primo senso (udito) che possiamo percepire le bellissime note chiamate la Musica delle Sfere, nel celebre passo della Repubblica di Platone, il quale così esprime il concetto: “Ciascuna sfera celeste, nel suo movimento circolare attorno alla terra, produce un suono, che non è udibile all’orecchio dei comuni mortali perché troppo profondo. L’insieme dei suoni delle sfere celesti forma però un’armonia di indescrivibile bellezza.”

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Luciana Mologni

Luciana Mologni

Luciana Mologni nasce nel 1950 a Bergamo e nel 1966 si trasferisce a Milano dove la spinta alla ricerca di sé la porta a frequentare nel 1985 la scuola di psicodinamica a Milano. Dopo aver sperimentato alcune tradizioni e diversi corsi di perfezionamento e varie discipline olistiche, impara a conoscere le erbe lavorando in Erboristeria. Nel 1991 si trasferisce a Modena dove scopre la disciplina del Raja Yoga, l'antica Scienza dell'Essere improntata alla conoscenza del sé più profondo, secondo gli insegnamenti di Massimo Rodolfi. Frequenta dal 1998 la scuola triennale per terapeuti esoterici Energheia ed il master di perfezionamento Agnihotri. Dopo otto anni d'insegnamento in materie esoteriche, nel 2006 diviene docente di Energheia, la prima Scuola di formazione per terapeuti esoterici a Bergamo dove si è trasferita nel 2001. Attualmente è insegnante di Energheia, di meditazione e di per terapeuti esoterici Raja Yoga nell'ambito dell’associazione Atman.