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Tra la fine e l’inizio

Tra la fine e l’inizio a volte non c’è nessun rumore, nessuna esplosione evidente, nessuna interruzione particolare, nessun clamore. Ciò che ha compiuto il suo tempo spesso svanisce in silenzio, e per quanto chiasso voglia fare, per quanto possa arroccarsi su posizioni estreme difendendo se stesso, finisce per perdere la presa e scivolare negli annali della memoria, mentre si estingue ogni suo potere sul futuro. “Tempo scaduto” dice una mia amica quando leggo troppo tardi un suo invito a fare una passeggiata. E così quando il tempo è scaduto per l’espressione di una particolare energia, non c’è appello che tenga e che consenta di ripetere un’azione di quello stesso timbro. Non serve intestardirsi. È più conveniente porgere l’orecchio ai nuovi suoni e agire cercando una diversa armonia, iniziando a capire qual è il modo migliore di seguire la direzione indicata dal vento maestro.

E così quando il futuro irrompe nel presente lo fa con una spinta irresistibile e non c’è altro da fare che arrendersi. Ieri è finito. Oggi comincia. Inutile ragionare, rimandare, giustificare. Devi accettare e cambiare. Per adeguarti hai davanti solo la resa, nel più breve tempo possibile. Perciò attenzione, bisogna capire cosa sta succedendo e qual è l’aria che tira, è importante non chiudersi in un illusorio stato difensivo. Aprirsi alla fioritura in corso è l’azione più saggia.
Tra la fine e l’inizio masse consistenti di energia vengono spostate perché nulla più ostacoli il passaggio della luce e nulla più impedisca la manifestazione di quello che è stato preparato con cura.
Tra l’inizio e la fine è incastonato un istante di estrema bellezza, delicato e potente, basta un alito leggero a cambiare la direzione delle forze, basta una brezza lieve per incrinare e far crollare macigni.
Ecco perché è indispensabile passare al vaglio il movente di ogni pensiero, di ogni azione. Come afferma il maestro Morya “…è specialmente necessario sapere quali sono le forze che causano le azioni di ogni singolo giorno, di ogni singolo evento, di ogni fenomeno; poiché è l’ora della decisione, e non ci sono mezze misure sulla via del Mondo del Fuoco.”
Attimo dopo attimo, inarrestabile, aumenta il bagliore della luce e solo un cuore puro può accoglierla senza rimanerne accecato.
Chi non vuol sentire sarà sempre più sordo fino a che il suo falso silenzio esploderà in un boato. E chi accoglie la Vita potrà udire la musica del suo Fuoco acceso che intona l’inno della Vittoria.
Lo spartiacque della nostra storia è stato l’avvento di Cristo, la nascita a Betlemme di Colui che Lo ha incarnato. Prima di Cristo o dopo Cristo diciamo per orientarci nella scala temporale e spirituale della nostra più recente umanità. Come scorgeremo il maestoso evento che segnerà il sorgere del sole di un luminoso mattino? Forse lo capiremo dalla gioia che brillerà sui volti di chi lo ha tanto atteso.

Giovanna Spinelli

Giovanna Spinelli

Nata a novembre del 1952 a Lizzano (TA). Terminati gli studi magistrali ha frequentato a Firenze l’Università Internazionale d’Arte. Ha insegnato 22 anni nella scuola pubblica, prima a Padova e poi nella provincia di Taranto. Ha frequentato la scuola Energheia a Modena e attualmente è insegnante nella sede di Lecce, in Puglia. Nel 2003 ha fondato l’associazione INFINITO con l’intento di promuovere una sinergia nel campo educativo per orientare ogni sforzo verso l’affermazione di una visione che unifichi e non disperda le risorse della famiglia e della scuola, potenziando e non frammentando la loro funzione evolutiva. Il suo lavoro è tuttora dedicato alla crescita dei bambini e degli adulti.
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