Te lo spiego a tutti i costi

te lo spiego a tutti i costiNon vi è mai capitato di insistere a tutti i costi nella spiegazione di qualcosa di cui siete particolarmente convinti, tanto da inoltrarvi in tortuosi vicoli mentali pur di spaccare il capello in quattro e fornire all’interlocutore l’esegesi dettagliatissima (anche se non richiesta) delle vostre ragioni? E non vi è mai capitato di trovarvi ad essere l’oggetto di una simile eccessiva attenzione da parte di chi vuole erudirvi a tutti i costi mentre voi aspettate pazientemente che il sermone o l’esercizio di retorica finisca? Ma ha veramente valore una spiegazione che conduce in un vicolo cieco?

Quanto tempo e quante parole sprecate quando invece di fare un saltino in avanti ci voltiamo indietro e ci lasciamo sopraffare da una inconsapevole ostentazione del nostro raziocinio oppure quando ci lasciamo travolgere dal bisogno di fissare nell’altro i nostri stessi circuiti cerebrali!

Ho osservato a volte persone sull’orlo di una nuova comprensione dei fatti, sulla soglia di una porta quasi aperta, tirarsi indietro pur di non abbandonare i propri paradigmi mentali, rinunciando alla luce di una nuova verità pur di non perdere le proprie certezze. Questo fa parte della necessità di sviluppare la facoltà raziocinante della mente concreta prima di poter accedere a facoltà superiori più astratte. Capita però che anche quando siamo pronti per saltare il fosso, indugiamo e ritardiamo nuovi conseguimenti a causa della nostra ostinazione. È vero che senza un lungo esercizio mentale e logico non si può comprendere la natura della coscienza e delle energie che producono la manifestazione oggettiva: ci serve per capire e orientarci nella vita di tutti i giorni. Ma poi possiamo andare oltre, possiamo abbandonare i concetti e le formulazioni che ci hanno condotto fin qui per far sì che il bagaglio della nostra memoria non intralci la possibilità di una conoscenza diversa, possiamo accogliere ignote verità lasciando che l’Infinito giochi con i limiti della nostra mente e li sciolga.

Finché siamo attaccati a ciò che deve essere visto, spiegato, dimostrato, affermato a tutti i costi, non usciamo dalla percezione formale e non possiamo riconoscere la nostra identità spirituale trascendendo ogni definizione oggettiva.

Soltanto dal cuore del nostro essere fluisce la verità che ci rende liberi, non dai cancelli della nostra mente. Soltanto quando avremo unificato ogni aspetto della nostra umanità nell’intima realtà spirituale potrà svelarsi quella conoscenza che la mente razionale è incapace di cogliere coi suoi processi induttivi e deduttivi. Solo la nostra vera natura spirituale sa che oltre ogni illusione siamo Presenza Divina, immanente e trascendente al tempo stesso, pulsante nel cuore di ogni creatura, grande o piccola che sia.

Prima di arrivare a tanto però sperimentiamo il nostro rapporto col mondo esterno attraverso i cinque sensi e la nostra percezione è limitata agli aspetti formali, perciò non attendibile nelle sue interpretazioni della realtà.

Poi sperimentiamo il rapporto con la nostra mente, il mondo del pensiero e tutte le forme create dalle vibrazioni corrispondenti a idee e desideri. Ma siamo ancora condizionati da reazioni ad impulsi emanati dai regni inferiori della natura. Quando avremo fatto della nostra mente un docile strumento purificato attraverso la disciplina e l’esperienza, potremo entrare in contatto con le elevate forme pensiero di Chi guida l’umanità e ne ha a cuore le sorti, e la nostra percezione sarà più corretta.

Ma è nell’assenza di ogni impressione, nell’immersione assoluta nello stato super-contemplativo che la percezione è infallibile e si sostituisce a tutte le altre interpretazioni che appaiono allora nella loro giusta misura. I sensi non servono più a conoscere e lo yogi non corre rischio di errori perché conosce se stesso e in sé unisce cielo e terra, divenendo un canale diretto di comunicazione e realizzazione.*

Allora, quando giunge il momento, vale la pena rinunciare a vestiti vecchi per un mondo nuovo? Possiamo sopportare il distacco dagli scogli cui siamo aggrappati per scoprire la magia della corrente? Possiamo farcela a rinunciare alle nostre ragioni e spiegazioni a tutti i costi per lasciarci raggiungere da altre e più grandi verità? E soprattutto riusciamo a far tacere la nostra mente chiacchierona per consentire a noi stessi una dimensione silenziosa e più autentica?

Sutra 43, 49, 50 – primo libro de “La luce dell’Anima” – di A.A.Bailey – ed. Nuova Era

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Giovanna Spinelli

Giovanna Spinelli

Nata a novembre del 1952 a Lizzano (TA). Terminati gli studi magistrali ha frequentato a Firenze l’Università Internazionale d’Arte. Ha insegnato 22 anni nella scuola pubblica, prima a Padova e poi nella provincia di Taranto. Ha frequentato la scuola Energheia a Modena e attualmente è insegnante nella sede di Lecce, in Puglia. Nel 2003 ha fondato l’associazione INFINITO con l’intento di promuovere una sinergia nel campo educativo per orientare ogni sforzo verso l’affermazione di una visione che unifichi e non disperda le risorse della famiglia e della scuola, potenziando e non frammentando la loro funzione evolutiva. Il suo lavoro è tuttora dedicato alla crescita dei bambini e degli adulti.