Tatto

senso-tattoIl tatto. Cominciando il nostro studio del secondo senso, quello del tatto, dobbiamo notare che questo senso è di grandissima importanza soprattutto in questo sistema solare, il secondo, un sistema di coscienza astrale-buddhica. Ognuno di questi sensi, dopo aver raggiunto un certo punto, comincia a sintetizzarsi con gli altri in modo tale che è quasi impossibile conoscere dove uno comincia e l’altro finisce.

Il tatto è innato riconoscimento del contatto mediante la mente, o manas, in triplice modo: come riconoscimento, come memoria e come anticipazione. Ognuno dei cinque sensi, quando è associato al manas o mente, sviluppa nel soggetto un concetto che include il passato, il presente e il futuro.

Il tatto gli dà un’idea della quantità relativa e gli consente di fissare il suo valore relativo rispetto ad altri corpi a lui esterni. La vibrazione che nasce da un abbraccio e dalla vicinanza con l’altro è necessaria, perché questo senso è accostato ad Anahata, il chakra del cuore, ed in mancanza di un rassicurante contatto, scaturiscono malattie della pelle ed un cattivo funzionamento del chakra.

Il tatto trasmette altre idee alla coscienza brancolante, idee di dimensione, di disposizione esterna e di diversità di superficie; lo vediamo nei bimbi in particolare, i quali vogliono toccare tutto ciò che si trova alla loro portata. Possono, udire e toccare, ma per ora non sanno ancora abbastanza, per stabilire relazioni e dare dei nomi agli oggetti.

Il Tatto è l’unico senso fondamentale, in quanto riguarda l’inclusività; ciò è vero anche sul piano fisico in quanto, a differenza di tutti gli altri sensi, che sono concentrati nella testa, il tatto si estende su tutta l’epidermide, la quale trasmette le sensazioni, che diventano emozioni e sentimento, trasmutabili poi in intuizione, percezione spirituale ed unità.

La sensibilità è la risposta alla vibrazione, ed il riconoscimento di ciò che appare esterno all’unità umana, separata sul piano fisico. Può essere rivolta ai piani inferiori oppure ai piani superiori, in entrambe i casi si hanno la Conoscenza e la Comprensione di ciò che si “tocca”.

Il senso del tatto a livello fisico: permette di conoscere e riconoscere determinati caratteri fisici degli oggetti con cui si entra in relazione.

Il senso del tatto a livello emotivo: psicometria. Consiste nella capacità di entrare in contatto emotivo con qualsiasi forma che ha analoga aspirazione.

Il senso del tatto a livello mentale: psicometria planetaria. Facoltà di giungere all’essenza (l’anima), mediante il corretto riconoscimento dell’involucro, qualsiasi sia la forma con la quale esso la veli; capacità di contattare ed operare con l’anima del raggruppamento superiore, cui l’unità dell’inferiore tende. Il contatto mediante la mente, è innato riconoscimento e si può esprimere in triplice modo: come riconoscimento, come memoria, come anticipazione.

Il senso del tatto a livello intuitivo: guarigione. Sentire compartecipando: permette di guarire e correggere le incompiutezze della personalità, servendo così attivamente il piano dell’evoluzione. Le mani sono potenti strumenti in ogni atto di guarigione, l’uso del tatto è una vera scienza esoterica.

Il senso del tatto a livello spirituale: servizio attivo. Il totale lavoro del Sé per il non-sé.

Attraverso il tatto noi sentiamo l’altro, le nostre mani che accarezzano, curano, danno sollievo, ma anche sofferenza. Le sensazioni, le emozioni che percepiamo attraverso il tatto che, estendendosi su tutta l’epidermide, l’anima, il Sé interiore, mostra sulla pelle il suo carattere, la sua personalità, racconta, per chi sa leggerla, la sua storia, come del resto ogni parte del corpo.

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Luciana Mologni

Luciana Mologni

Luciana Mologni nasce nel 1950 a Bergamo e nel 1966 si trasferisce a Milano dove la spinta alla ricerca di sé la porta a frequentare nel 1985 la scuola di psicodinamica a Milano. Dopo aver sperimentato alcune tradizioni e diversi corsi di perfezionamento e varie discipline olistiche, impara a conoscere le erbe lavorando in Erboristeria. Nel 1991 si trasferisce a Modena dove scopre la disciplina del Raja Yoga, l'antica Scienza dell'Essere improntata alla conoscenza del sé più profondo, secondo gli insegnamenti di Massimo Rodolfi. Frequenta dal 1998 la scuola triennale per terapeuti esoterici Energheia ed il master di perfezionamento Agnihotri. Dopo otto anni d'insegnamento in materie esoteriche, nel 2006 diviene docente di Energheia, la prima Scuola di formazione per terapeuti esoterici a Bergamo dove si è trasferita nel 2001. Attualmente è insegnante di Energheia, di meditazione e di per terapeuti esoterici Raja Yoga nell'ambito dell’associazione Atman.