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Sogni e Simboli “L’ Ancora”

ancoraIl problema dell’immobilizzo dell’imbarcazione, la quale galleggia e si muove su di un fluido che non presenta attrito o resistenza utilizzabile a tale scopo, è stato risolto  nell’età antica in maniera molto semplice, legando cioè l’imbarcazione ad un sasso quand’essa si trovava sufficientemente vicino alla costa, oppure portandosi dietro il sasso che, legato ad una corda e gettato nel momento del bisogno sul fondale, assicurava un punto sufficientemente fermo grazie all’attrito determinato dal proprio peso secondo il principio dell’ancora a gravità.

Le più antiche testimonianze si trovano in Egitto e risalgono al 2800 a.C. in certe pitturazioni tombali e al 2000 a C. secondo reperti litici votivi trovati nei templi della XIIª dinastia faraonica. È sempre esistito un particolare rapporto tra il marinaio e la divinità, grazie al quale le offerte votive e gli ex-voto vengono a rappresentare una preziosa documentazione anche per l’archeologia dell’ancora, essendo numerosi gli esemplari trovati nei templi di Traxien e Hagarat a Malta (età del ferro); interessante l’ancora votiva di provenienza cipriota del tempio di Ptah a Karnak (cinta di Ammon) nell’ Egitto del Nuovo Impero.

A cominciare dall’Odissea di Omero, la letteratura greca e romana fa spesso cenno alle pietre di fondo, a lungo impiegate e trovate numerose, fino al primo millennio d.C. usate anche dai Vichinghi e da molte popolazioni fino ai giorni nostri.( Aldo Cherini)

L’Ancora, a causa della sua grande importanza nella navigazione, era considerata nei tempi antichi come simbolo di salvezza. Il cristianesimo adottò l’ancora anche come simbolo di speranza per l’esistenza futura, la speranza è ancora dello Spirito, sicura e ferma. La speranza …  chi di noi non spera? Chi di noi non spera in un futuro migliore? Davanti ad una malattia ci attacchiamo ad una speranza, davanti ad una situazione significativa in un momento difficile diciamo: è un’ancora di salvezza e di speranza! Le due parole sono legate insieme a filo doppio, l’ancora porta con sé immancabilmente la speranza.

L’ancora è fonte di sicurezza con il suo immergersi nel fondale del mare, le acque agitate non ci spaventano più, siamo ancorati, allora la situazione è affidabile e sicura.

Graficamente, nella parte superiore del disegno dell’ancora è individuabile la Tau, simbolo dell’uomo, che con l’aggiunta del cerchio sulla sommità diviene l’Ankh, la croce ansata egiziana, simbolo della vita. Nella parte inferiore, invece, appare il quarto di Luna crescente, simbolo delle acque inferiori, dall’incavo della coppa e quindi del femminile.
Infatti è nell’acqua che l’ancora s’immerge come a significare che le proprie emozioni possono essere ancorate, arginate dalle facoltà superiori.

Il significato dell’ancora nei sogni è legato alla sua pesantezza, alla sua stabilità. Questo si traduce nell’onirico in concretezza, solidità, sicurezza che il sognatore può scoprire in sé o in qualche ambito della sua vita.
È affidabile, è sicura. Trasmette sicurezza. Di una situazione che arriva al momento opportuno o che risolve momenti di difficoltà si usa dire : “È un’ancora di salvezza”.
Sognare di gettare l’ancora ha significati ancora più precisi che possono collegarsi al bisogno di cercare un punto fermo nella vita, al mettere le basi per una nuova impresa, per una relazione sentimentale.
L’ancora nei sogni può essere considerata l’unione tra l’elemento liquido dell’acqua e quello solido della Terra, la stessa sua forma con il segmento centrale da cui partono le  due braccia laterali , il perno centrale che è espressione e contenimento delle opposte energie: mobilità ed inafferrabilità, concretezza e pesantezza, il mondo delle emozioni e della fisicità, l’inconscio ed il conscio, la sicurezza e le possibilità, la fermezza e le tentazioni.
In questa prospettiva l’ancora nei sogni è un simbolo di unione, un ponte  fra due poli opposti che può configurarsi anche come elemento di equilibrio e di stabilità.
Infatti l’ancora stabilizza la nave ( personalità), nelle acque delle nostre emozioni, sempre in movimento.

Luciana Mologni

Luciana Mologni

Luciana Mologni nasce nel 1950 a Bergamo e nel 1966 si trasferisce a Milano dove la spinta alla ricerca di sé la porta a frequentare nel 1985 la scuola di psicodinamica a Milano. Dopo aver sperimentato alcune tradizioni e diversi corsi di perfezionamento e varie discipline olistiche, impara a conoscere le erbe lavorando in Erboristeria. Nel 1991 si trasferisce a Modena dove scopre la disciplina del Raja Yoga, l'antica Scienza dell'Essere improntata alla conoscenza del sé più profondo, secondo gli insegnamenti di Massimo Rodolfi. Frequenta dal 1998 la scuola triennale per terapeuti esoterici Energheia ed il master di perfezionamento Agnihotri. Dopo otto anni d'insegnamento in materie esoteriche, nel 2006 diviene docente di Energheia, la prima Scuola di formazione per terapeuti esoterici a Bergamo dove si è trasferita nel 2001. Attualmente è insegnante di Energheia, di meditazione e di per terapeuti esoterici Raja Yoga nell'ambito dell’associazione Atman.
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