humanlux

Sogni e Simboli “Il Fuoco” – seconda parte

Fuoco_seconda_parte_300_0Il termine “fuoco” deriva dal termine latino focus che indicava in origine il focolare e a mano a mano sostituì, specie nell’ambito popolare, il termine ignis che possedeva il vero significato di fuoco. Secondo le ricostruzioni linguistiche sembra sia collegato al verbo latino foveo e al greco φῶς (phos) ossia luce. Controllare il fuoco allo scopo di produrreluce e calore è stata una delle prime grandi conoscenze apprese dal genere umano. L’abilità del fuoco di generare luce e calore ha reso possibile migrazioni verso climi più freddi e ha dato agli uomini la possibilità di cuocere il cibo. I segnali prodotti con il fuoco – così come quelli ottenuti con il relativo fumo – furono un primitivo utilizzo del fuoco come mezzo di comunicazione.

Il fuoco rese presto possibile la metallurgia. L’archeologia indica che gli antenati dei moderni uomini come l’Homo erectus sembrerebbero avere imparato a controllare il fuoco circa 790.000 anni fa. Un sito archeologico del Sudafrica, una delle culle dell’umanità, ha evidenziato tracce di fuoco controllato risalenti a 1 milione di anni fa. Il controllo del fuoco prevede tre tappe: conservazione del fuoco, trasporto del fuoco, produzione del fuoco. Si suppone che il passaggio da una tappa all’altra abbia richiesto alcune decine di migliaia di anni.

Le fiamme sono un corpo gassoso che rilascia calore e luce. I fuochi si accendono quando un combustibile è soggetto a calore o altra forma di energia, ad esempio un fiammifero o accendino, e sono alimentati da successive scariche di energia termica, finché tutto il combustibile non è stato consumato. (wikipedia)

L’uso del fuoco da parte degli esseri umani ci distingue dagli animali, che ne hanno terrore, l’uomo, invece l’ha dominato e l’ha usato per riscaldarsi, per illuminare le caverne dove viveva in comunità, per cuocere i cibi da lui cacciati. Alcune leggende narrano che il fuoco fu preso da un albero che un fulmine  colpì e lo incendiò, permettendo così all’uomo delle caverne di impadronirsene.

Per esempio, il mito di Prometeo, il Titano che avrebbe sfidato gli Dei per donare il fuoco agli uomini, i quali per punirlo lo incatenarono  su un monte del Caucaso, con le stesse catene forgiate da lui.

Il fuoco è il terzo elemento della natura è molto più flessibile della terra e dell’acqua esso è come gli altri due si presenta benefico o distruttivo.

Nel suo aspetto benefico ci riscalda, il suo crepitio ci rasserena, il suo colore rosso-giallo trasmette forza, ci permette di assaporare cibi dal diverso gusto. Quando guardiamo una candela con la sua piccola Luce la dolcezza che emana, in cielo con i fuochi

d’artificio la bellezza delle forme che prende, nella danza con il fuoco degli indiani d’America.

Quando ci sediamo vicini ad un camino, la tenerezza che nasce in noi ascoltando la voce del fuoco con il suo crepitio e le scintille che corrono su per il camino che sembrano tante note suonate in un sottofondo magico. L’intimità che si crea accanto al fuoco del camino è meravigliosa, come nel passato che ci si raccoglieva in intorno ad esso e le nonne raccontavano le fiabe o le tradizioni di famiglia.

Nella forma distruttiva l’uomo ancora oggi lo usa nelle guerre per distruggere con  ordigni esplosivi, incenerendo tutto ciò che incontra, basta pensare alla bomba atomica e alla sua potenza annientatrice.

Nel passato le armi incendiarie erano spesso usate in guerra sotto forma di proiettili, in particolare nel corso di assedi e battaglie navali; alcune sostanze venivano bollite o scaldate per infliggere danni. Altre sostanze utilizzavano le loro proprietà chimiche per danneggiare o bruciare.  Nel Medioevo i più semplici e famosi proiettili termici erano composti da acqua bollente e sabbia calda, che potevano essere lanciati contro gli assalitori. Tra le altre armi anti-uomo vi erano pece, olio, resina, grasso animale ed altri composti simili scaldati. Il fumo veniva usato per confondere o deviare gli assalitori. Sostanze quali ossido di calcio e zolfo potevano essere tossiche e accecanti.

FUOCO GRECO (WIKIPEDIA)

È detto fuoco greco una miscela scoperta dai Bizantini, talmente segreta che chi ne rivelava la composizione veniva ucciso,  ancora oggi non si conosce la combinazione esatta, permettendo così a quel popolo di primeggiare sugli avversari.

Nell’antica Roma le vestali erano sacerdotesse consacrate alla dea Vesta. A Romolo, primo re di Roma, o al suo successore, Numa Pompilio, è attribuita l’istituzione del culto del fuoco, con la creazione delle vergini sacre a sua custodia, chiamate Vestali.

Le Salamandre sono gli spiriti elementari che governano l’elemento Fuoco, sono i più forti e potenti tra tutti gli elementali, senza di esse il fuoco e la luce solare (poiché anch’essa è data da fuoco che brucia e illumina) non esisterebbero, il mondo se loro scomparissero piomberebbe nel buio totale.
La loro presenza è evidente in fenomeni esteriori come una lampo o una fuoriuscita di lava incandescente, controllano quindi tutte le forme di calore vulcani, fuochi, raggi solari e sono responsabili , anche, della regolazione del calore che genera la Vita in tutte le sue forme e in tutti i Regni (Minerale, Vegetale, Animale, Umano).  E’ il calore che fa maturare la frutta crescere la verdura il sole con il suo globo di fuoco irradia tutta la superficie terreste salvaguardando la vita sul nostro pianeta.

Oppure nella leggenda dell’Araba Fenice, Gli antichi egizi furono i primi a parlare della fenice ossia del Bennu, nome che deriverebbe dal verbo “benu” che significa risplendere, sorgere o librarsi in volo). La Fenice è l’uccello Sacro del fuoco e, secondo la tradizione, è originario dell’Arabia. Vive più di cinquecento anni e quando si accorge di stare per morire prepara una pira funeraria con dei rami di erbe aromatiche fra cui la Mirra,il mirto e al tramonto, rivolta verso il sole calante con le ali aperte, da fuoco alla pira, lasciandosi consumare dalle fiamme.
Ma nove giorni dopo l’uccello risorge dalle sue stesse ceneri.  La fenice è stata considerata nel tempo come una potente metafora dai molteplici significati. Nel corso della storia ha rappresentato l’inizio di un nuovo ciclo o la fede nella resurrezione tipica dei cristiani. Per gli alchimisti era il simbolo del trasferimento alchemico testimoniato anche dal fatto che sovente la pietra filosofale era chiamata Fenice mentre per gli antichi romani era il simbolo dell’eternità dell’impero che era in grado di cambiare pur restando sempre lo stesso.

Nella filosofia induista è abbinato al 3° chakra Manipura che è governato dall’elemento fuoco è il fuoco della mente,è la sede delle pulsioni come la rabbia, l’aggressività,la passione, il potere in tutte le sue manifestazioni. E’ la porta di ingresso per il senso di possessività e il desiderio di autoaffermazione ed il punto in cui verranno a scaricarsi le sofferenza per gli insuccessi, l’invidia e la gelosia. Le persone psichiche e quelle dotate di alta sensibilità, possono soffrire parecchio perché i loro plessi solari sono alquanto ricettivi ai pensieri e alle emozioni altrui, e così pure a certe forme- pensiero che ristagnano intorno a noi e a determinate località.

L’energia del fuoco è maschile Shiva il distruttore   come Agni, dio del fuoco è il creatore ma anche il distruttore delle forme cristallizzate, Shiva incenerisce le vecchie abitudini. per rinnovare la vita. L’appellativo di “distruttore” non è quindi da intendersi in senso negativo, in quanto l’azione distruttrice si svolge in realtà contro ciò che ostacola (Śiva è distruttore dell’ignoranza (avidia)e del velo di Maya, l’illusione  che tiene separato l’individuale dall’universale), oppure è un aspetto della necessità degli avvenimenti: non è possibile una creazione senza una precedente distruzione.

Nei sogni: il fuoco che arde compare in soggetti dalla caratteristica troppo “fredda”, cioè di coloro che controllano o reprimono le pulsioni profonde (rabbia, aggressività, passione ed eros), ammalandosi di gastrite, acne, ipertensione arteriosa,vaginiti e impotenza.

Ma di questa energia primaria dell’ elemento fuoco non possiamo farne a meno: ecco allora comparire nel sogno le immagini di un fuoco il cui calore avvolge e riscalda invitando a prendere contatto con quelle componenti passionali tanto temute.

Il fuoco, però, può anche presentarsi sotto forma di un grande falò o di un incendio che distrugge tutto ciò che incontra, in questo caso, spesso si accompagna a stati febbrili e assume il significato di elemento trasformatore e purificatore e invita a liberarsi di situazioni vecchie e stantie, a far cenere da cui rinascere rinnovati.

Luciana Mologni

Luciana Mologni

Luciana Mologni nasce nel 1950 a Bergamo e nel 1966 si trasferisce a Milano dove la spinta alla ricerca di sé la porta a frequentare nel 1985 la scuola di psicodinamica a Milano. Dopo aver sperimentato alcune tradizioni e diversi corsi di perfezionamento e varie discipline olistiche, impara a conoscere le erbe lavorando in Erboristeria. Nel 1991 si trasferisce a Modena dove scopre la disciplina del Raja Yoga, l'antica Scienza dell'Essere improntata alla conoscenza del sé più profondo, secondo gli insegnamenti di Massimo Rodolfi. Frequenta dal 1998 la scuola triennale per terapeuti esoterici Energheia ed il master di perfezionamento Agnihotri. Dopo otto anni d'insegnamento in materie esoteriche, nel 2006 diviene docente di Energheia, la prima Scuola di formazione per terapeuti esoterici a Bergamo dove si è trasferita nel 2001. Attualmente è insegnante di Energheia, di meditazione e di per terapeuti esoterici Raja Yoga nell'ambito dell’associazione Atman.
Responsive Menu Clicked Image
Apri il menu