Sogni e simboli

Con l’espressione “simbolo” si indica l’insieme di segni che rappresentano e mettono in particolare evidenza aspetti importanti. La parola simbolo deriva dal greco sun-ballein che significa mettere insieme, unire. Anche la parola Yoga  ha come significato unire ma è pure simbolo di posizioni come nel Hata Yoga o come nelle posture della ginnastica Pilates.
In realtà qualsiasi cosa su qualsiasi piano è una creatura esistente: in ultima analisi la possiamo ritenere il pensiero pensato da Dio, cioè il pensiero dello Spirito, della coscienza suprema; noi stessi siamo il sogno di Dio, cioè siamo simboli nati da una volontà di essere. Hegel distingue il simbolo dal segno perché mentre  il contenuto del segno è del tutto diverso dalla sua rappresentazione, nel primo caso invece il contenuto è simile alla sua espressione simbolica. Il linguaggio simbolico è universale e permette di unire la conoscenza interiore con quella esteriore.

All’inizio della sua storia sulla Terra l’uomo primitivo si esprimeva con parole che erano simili a versi  e urla incomprensibili, ma sapeva disegnare: i “graffiti” che troviamo nelle grotte sono i primi simboli, datati migliaia di anni fa. L’esistenza di graffiti nel paleolitico superiore è confermata da una recente scoperta avvenuta in Egitto nel villaggio di Qurta, a circa 640 km a sud del Cairo. Alla stessa epoca appartengono i graffiti della Val Camonica, che costituiscono la collezione più ampia di arte rupestre in Europa, mentre i graffiti rupestri di Alta, nella contea di Finnmark, in Norvegia, sono databili tra il 4200 a.C. ed il 500 a.C. Numerosi esempi di graffiti ci sono giunti dall’antichità: come ad esempio nella Valle dei Re in Egitto. I geroglifici, come quelli di queste iscrizioni, rivestono talvolta un’importanza storica immensa.

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Ancora oggi  troviamo graffiti e murales (che non sono altro che l’evoluzione  dei primi simboli, generalmente rupestri)  sui muri delle case, sui ponti ma anche come ornamento in qualche residenza o come segno di ribellione ad un potere oligarchico. Quello che nel passato era  probabilmente un modo di comunicare, oggi è segno del malessere e della insoddisfazione di una generazione al limite dei valori primari.

I simboli proteggono la loro essenza e  si rivelano nel quotidiano,  in politica e  nelle religioni: sono ovunque, sono eterni.  Il simbolo parla direttamente all’anima dell’uomo, senza schermi. Il linguaggio del simbolo si rivolge direttamente all’inconscio, alla parte destra del cervello. Il simbolo va oltre la parte razionale e analitica, il messaggio va direttamente al cuore; i simboli vivono nell’anima, oltre i limiti culturali, oltre le strutture mentali e le abitudini. Anche il corpo umano  è un simbolo, è il mezzo attraverso il quale ci esprimiamo e comunichiamo con il mondo: può essere considerato come il contenitore dell’anima o gli si può attribuire un’ importanza ancora maggiore, ovvero può essere identificato con “la Persona” stessa.

Attraverso il nostro portamento ci manifestiamo con degli atteggiamenti  o segni che definiscono quello che realmente siamo. Il corpo umano parla per simboli a chi li sa decifrare. Saper decifrare i simboli nei sogni, saper cogliere il significato che essi celano, significa ricavare dalle possibilità che la Vita ci offre attraverso l’esperienza, un’opportunità preziosa di conoscenza e trasformazione. Ad esempio: se sogno un mare in tempesta significa che dall’inconscio sta emergendo rabbia e desiderio di rivalsa; il mare calmo, fa prevedere   una prossima ricorrenza felice o può indicare che le nostre emozioni sono tranquille ecc…

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Luciana Mologni

Luciana Mologni

Luciana Mologni nasce nel 1950 a Bergamo e nel 1966 si trasferisce a Milano dove la spinta alla ricerca di sé la porta a frequentare nel 1985 la scuola di psicodinamica a Milano. Dopo aver sperimentato alcune tradizioni e diversi corsi di perfezionamento e varie discipline olistiche, impara a conoscere le erbe lavorando in Erboristeria. Nel 1991 si trasferisce a Modena dove scopre la disciplina del Raja Yoga, l'antica Scienza dell'Essere improntata alla conoscenza del sé più profondo, secondo gli insegnamenti di Massimo Rodolfi. Frequenta dal 1998 la scuola triennale per terapeuti esoterici Energheia ed il master di perfezionamento Agnihotri. Dopo otto anni d'insegnamento in materie esoteriche, nel 2006 diviene docente di Energheia, la prima Scuola di formazione per terapeuti esoterici a Bergamo dove si è trasferita nel 2001. Attualmente è insegnante di Energheia, di meditazione e di per terapeuti esoterici Raja Yoga nell'ambito dell’associazione Atman.