Shakyamuni

ShakyamuniShakyamuni è considerato il fondatore storico del Buddismo: è universalmente conosciuto anche come l’Illuminato o Gautama Buddha. Siddartha, questo era il suo nome, nacque in India dal re Shuddhodana e dalla regina Maya, governanti della tribù degli Shakya.

Shakya è situato a circa quindici miglia da Kapilavastu, in prossimità del confine con l’attuale Nepal. Nel febbraio 1896, in questo luogo venne portato alla luce un pilastro che commemorava una visita del re Ashoka in onore della nascita del Buddha. Questa scoperta prova che si tratta di un personaggio effettivamente vissuto e non di semplice leggenda.

Secondo il desiderio del padre, Siddartha avrebbe dovuto ereditare il regno degli Shakya, perciò crebbe nel lusso e fu educato sia alle arti civili sia a quelle marziali. Disponeva di differenti palazzi a seconda delle stagioni, i suoi attendenti erano sempre pronti a riparlo dal sole, e durante la stagione delle piogge venivano preparati intrattenimenti per la sua distrazione. Malgrado l’agiatezza divenne presto consapevole dei problemi che causavano sofferenze agli esseri umani e in lui crebbe sempre più il desiderio di abbandonare il palazzo per trovare risposte a quelle sofferenze. La tradizione racconta dei “quattro incontri” che furono l’origine della decisione di Shākyamuni di dedicarsi alla vita religiosa: un giorno, uscendo dalla porta orientale del palazzo, incontrò un uomo anziano; in un’altra occasione, uscendo dalla porta meridionale, si imbatté in un malato; un’altra volta ancora, uscendo dalla porta occidentale, vide un cadavere. Infine un giorno, uscendo dal lato nord, incontrò un asceta che aveva abbracciato la vita religiosa. Questo ultimo incontro lo colpì tanto profondamente che decise di rinunciare alla vita principesca per diventare un saggio e poter così rispondere alle domande sulle sofferenze innate alla vita umana, sulla nascita, l’invecchiamento, la malattia e la morte.

Incominciando la sua vita da asceta, all’età di ventinove anni, rinunciò alla vita famigliare e alla sua eredità di principe per diventare mendicante. Studiò con due maestri i metodi per raggiungere i vari livelli di stabilità mentale e la concentrazione senza forma. Tuttavia queste esperienze non lo appagavano, questi stati elevati procuravano sollievo temporaneo e non permanenti, non eliminavano le forme più profonde della sofferenza. Si rese conto che per superare la sofferenza, che è la causa della rinascita-morte, si deve andare alle cause della sofferenza. Questo lo portò ad un ascetismo in forma estrema, con cinque amici, ma anche questo non risolse i problemi profondi connessi al ciclo delle rinascite (samsara).

Dopo aver abbandonato l’ascetismo, Buddha si ritirò da solo nella giungla, per superare la paura meditando. Dopo molta meditazione, Buddha raggiunse la completa illuminazione all’età di trentacinque anni, sotto l’albero del bodhi, nell’odierna Bodh Gaya. Dopo essersi difeso con successo contro gli attacchi di Mara, che cercò d’impedire in molti modi l’illuminazione di Siddartha emanando delle presenze spaventose e seducenti per disturbarne la meditazione, raggiunse il Samadhi.

Successivamente alla Sua illuminazione, diede inizio all’insegnamento.

Tale insegnamento fu proclamato da Siddharta, diventato il Buddha Shakyamuni, nel parco dei Daini a Sarnath, presso Varanasi, in India, annunciando ai suoi 5 amici, con i quali aveva sperimentato l’ascetismo e diventati poi i suoi primi discepoli, le quattro Nobili Verità:

  1. La sofferenza
  2. L’origine della sofferenza
  3. La cessazione della sofferenza
  4. La via che porta alla cessazione della sofferenza

Includere le quattro Nobili Verità nella nostra vita significa raggiungere l’Illuminazione, attraverso un percorso di ricerca pratica e meditativa.

Il suo mantra è:

OM MUNI MUNI MAHA MUNI SHAKYA MUNY SOHA

OM richiede la benedizione

Muni esprime capacità

Maha significa grande

Shakya indica suprema

Soha determina così sia

Il significato letterale del mantra è “Om, Capacità, Capacità, grande Capacità, suprema Capacità, così sia”.

A cosa si riferiscono le varie ripetizioni della parola “Capacità” nel mantra di Buddha Shakyamuni? Nel buddismo viene data una grande importanza al credere nelle nostre proprie capacità: se non crediamo nel nostro potenziale, nelle nostre capacità, non riusciremo mai a raggiungere un traguardo importante. Questo mantra ci mostra e ci esorta a sviluppare il potenziale che è dentro di noi.

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Luciana Mologni

Luciana Mologni

Luciana Mologni nasce nel 1950 a Bergamo e nel 1966 si trasferisce a Milano dove la spinta alla ricerca di sé la porta a frequentare nel 1985 la scuola di psicodinamica a Milano. Dopo aver sperimentato alcune tradizioni e diversi corsi di perfezionamento e varie discipline olistiche, impara a conoscere le erbe lavorando in Erboristeria. Nel 1991 si trasferisce a Modena dove scopre la disciplina del Raja Yoga, l'antica Scienza dell'Essere improntata alla conoscenza del sé più profondo, secondo gli insegnamenti di Massimo Rodolfi. Frequenta dal 1998 la scuola triennale per terapeuti esoterici Energheia ed il master di perfezionamento Agnihotri. Dopo otto anni d'insegnamento in materie esoteriche, nel 2006 diviene docente di Energheia, la prima Scuola di formazione per terapeuti esoterici a Bergamo dove si è trasferita nel 2001. Attualmente è insegnante di Energheia, di meditazione e di per terapeuti esoterici Raja Yoga nell'ambito dell’associazione Atman.