humanlux

Sensazioni su “Autobiografia di uno Yogi”

biografia di uno yogiQualche anno fa, incuriosito dall’entusiastica recensione di una mia amica e compagna di Energheia, mi feci prestare il libro “Autobiografia di uno Yogi” di Paramahansa Yogananda; e, forse perché lo ritenevo pieno di “idee fantasiose” e lontano dalla “realtà” di tutti i giorni, non mi appassionò e lo lasciai perdere. Ma in definitiva cosa è la “realtà” a cui tanto ci aggrappiamo? In ogni caso evidentemente le esperienze di vita raccontate da questo Yogi non erano ancora pane per i miei denti. E infatti sono dovuti passare diversi anni, prima che lo riprendessi in mano per finirlo.

Questa volta però con mio stupore la lettura è stata come un fiume in piena, agganciandomi e trascinandomi dall’inizio. Ma quello che più mi ha meravigliato è il mio cambiamento di opinione su quelle “idee fantasiose” che con il tempo sono diventate delle “realtà credibili”.

Il libro racconta di una “realtà” che in questi anni ho cominciato a conoscere tramite gli insegnamenti di Massimo Rodolfi e che magari con il tempo riuscirò anche a comprendere. Una “realtà” diversa da quella che consideriamo comunemente ferma ai soli aspetti fisici e materiali, ma comprensiva anche di una profonda e magica spiritualità che attraversa in lungo e largo ogni aspetto della Vita.

Ciò che traspare, e che è stato tramandato anche da altri grandi personaggi nella storia dell’uomo, trascende i limiti della “semplice e unica Vita fisica” e racconta che noi siamo Anime in viaggio di ritorno al padre Nostro che è nei Cieli. Dove il nostro corpo fisico è l’ultima e più grezza materializzazione dell’Anima immortale che risiede invece su piani più rarefatti diciamo spirituali, e che sarebbe in definitiva, la Nostra Vera Essenza.

Nel libro si narrano eventi incredibili realmente accaduti, come la materializzazione di corpi fisici che poco dopo scompaiono così come sono apparsi, persone che non mangiano da oltre 10 anni e che godono di ottima salute, ecc… Cose insomma che fanno strabuzzare gli occhi soprattutto a noi occidentali che le tacciamo subito, quando va bene, come superstizioni. Dimenticandosi però che anche nella storia della tradizione cristiana, per rimanere sul nostrano, si sono verificati “miracoli” simili a quelli riportati nel libro. Questo atteggiamento della mente razionale, prerogativa degli occidentali, fa pensare ad un bisogno disperato di controllo sulla Vita riconducendo sempre tutto a qualcosa di scientificamente spiegabile; svuotando di fatto ogni evento della sua Vera essenza.

Ciò che rimane impresso nella lettura non sono certo i miracoli, quanto il “sentire” che veramente veniamo tutti dalla stessa radice e lì dobbiamo tornare; e non esistono questioni di razza o di religione che possano cambiare questo stato delle cose. Non a caso questa idea di unione la dimostrò concretamente anche Yogananda nella vita, indossando spesso il crocifisso e dedicando del tempo a scrivere libri per commentare gli insegnamenti del Maestro Gesù contenuti nei vangeli del Nuovo Testamento.

Oltre a fornire una visione di unione globale in antitesi alla frammentazione raccontata dalle religioni create dagli uomini, definisce che il senso ultimo dell’esistenza dell’essere umano è l’evoluzione, ossia quel “tornare alla radice” di cui sopra, che porterà al superamento delle sofferenze e all’unione estatica con Dio.

Suppongo che il fulcro della “Sua” missione fosse diffondere nel mondo occidentale lo strumento principale, noto alla tradizione indiana da millenni, per il cambiamento e l’elevazione delle coscienze: la meditazione. In particolare il Kriya Yoga attraverso il quale, tramite varie tecniche e specifiche iniziazioni, si favorisce l’elevazione spirituale del discepolo.

Non venendo meno alla sua capacità di evidenziare l’unione della Vita, fa esplicito riferimento anche ad un altro percorso meditativo, il Raja Yoga, che fu codificato da Patañjali nei suoi “Yoga Sutra” e che in Italia viene insegnato dall’Associazione Atman fondata da Massimo Rodolfi.

Il libro alla fine mi ha lasciato una piacevole sensazione di pace, e la consapevolezza di quanto Oriente ed Occidente si compensino vicendevolmente.

Manuele Nesti

Manuele Nesti

Tags: , ,
Responsive Menu Clicked Image
Apri il menu