Se aveste fede quanto un granello di senape…

se_aveste_fede_300Con il percorso che propone il Raja Yoga la mente si rivolge finalmente verso l’alto, si alzano gli occhi al cielo, e visto che l’energia segue il pensiero, questo processo contribuisce a costruire il corpo causale cioè il corpo al di là della mente stessa, che concretamente vuol dire andare oltre la personalità umana e iniziare a vivere come anime.
Ma come funziona tutto questo? La trasformazione avviene grazie a una caratteristica della materia che è l’imprimibilità.
La meditazione è vibrazione. Come abbiamo detto, meditando su suoni, forme e colori particolarmente puri e armonici immettiamo vibrazioni molto elevate nella materia che compone i nostri corpi, elevandola. Anche il karma funziona allo stesso modo: ogni nostra azione si imprime innanzitutto sul piano fisico, dove la materia viene plasmata da ciò che facciamo, ma anche su altri pianu perchè in ogni azione avremo provato anche emozioni, sentimenti e pensieri che immancabilmente si sono impressi nella materia che compone la nostra coscienza, in particolare nei chakra.

Se l’azione è colorata di egoismo, crudeltà, odio o altre belle cosucce così care all’umanità, questa si imprime nel chakra dove forma le “immagini karmiche”, cioè quello che sarà il nostro karma futuro. Infatti la parola karma letteralmente vorrebbe dire “azione”, ma in realtà è “l’impulso all’azione”. Se per esempio ho impresso crudeltà all’interno dei miei chakra, questa è energia che ha quella qualità (in questo caso densa), ma l’esoterismo ci insegna che l’energia è coscienza e quindi questa parte di noi si vorrà esprimere e nutrire, spingendoci (impulso all’azione) in situazioni dove sperimenteremo la crudeltà. Se invece noi proviamo amore, compassione, amicizia, condivisione, anche queste sono energia e quindi coscienza, anche queste si imprimono nella materia che ci compone e la plasmano, e anche queste ci spingono in situazioni dove dovremo sperimentare la stessa qualità della vita.
La meditazione è lo strumento che l’umanità ha sviluppato da millenni per modificare la materia che compone la propria coscienza e questo è un altro modo per capire che siamo noi a decidere le nostre vite. Quando sai che l’energia segue il pensiero e sai che ciò che pensi si imprime nella materia e la plasma, allora arrivi anche a capire la frase che diceva Gesù: “Se aveste fede quanto un granello di senape, direste a questo sicomoro: ‘Sradicati e trapiantati nel mare’, e vi ubbidirebbe”.

La fede (definita “l’evidenza delle cose non viste”) ci aiuta ad osare, a provare ad andare oltre i nostri presunti limiti, perché se non abbiamo fede in noi stessi almeno possiamo averla in Lui. Però questa capacità realizzativa è giusto che la si riesca ad esprimere solo dopo avere compiuto un percorso di “purificazione” interiore dove, attraverso l’ascolto di sé, avremo capito come si produce il karma, e attraverso la meditazione avremo iniziato a plasmare la materia che ci compone elevandola e armonizzandola, arrivando a realizzare quella congruenza interiore che è alla base della capacità realizzativa.
La congruenza e l’armonia dei corpi li rende attrattivi per l’anima che si comincia a interessare, manifestandosi sempre di più. Una personalità integrata è maggiormente ricettiva rispetto ai piani più elevati della coscienza perché, quando pensieri, emozioni e istinti smettono di ostacolarsi a vicenda, finalmente sentiamo la “voce nel silenzio”, il maestro interiore, la nostra anima. E quando la sentiamo il richiamo diventa più forte e così rivolgiamo l’attenzione verso l’alto, costruendo il corpo causale.

Il corpo causale è lo strumento che utilizza la nostra coscienza per sperimentare il piano relativo. Il piano causale è al di la del velo di Maya, e anche se in realtà non è proprio così, diciamo che è al di la delle nebbie della personalità rispetto alla coscienza umana. E’ il momento in cui l’uomo vede le cause delle azioni, ne comprende gli effetti, riconosce la legge del karma, discrimina le energie positive da quelle negative, e finalmente è libero di scegliere consapevolmente.

Quando la personalità è integrata e sufficientemente purificata negli intenti il processo creativo dell’uomo diventa lineare: l’anima esprime un proposito sul piano causale, il corpo mentale pensa a come realizzare questo proposito, il corpo astrale desidera la sua realizzazione e il corpo fisico lo realizza. L’energia segue il pensiero. Coerenza interiore che produce coerenza esteriore, l’azione perfetta!!! Capite la potenza? Ciò che esprime la nostra Anima lo possiamo anche realizzare, dobbiamo “solo” avere fede, credere che sia possibile.

Ma come? La Fede aumenta man mano che impariamo a conoscere la vita. Quando si sperimenta la coscienza causale queste domande diventano obsolete, perché sarà del tutto evidente che quel pensiero, con quella qualità, non potrà che realizzarsi in quel modo. L’azione sarà sempre meno casuale e sempre più in armonia con le leggi della vita.
Quello che sembra impossibile, o non realizzabile, in realtà non lo è, il limite è nella nostra testa. Ripeto, l’energia segue il pensiero e se riesci a esprimere coerenza, assenza di dubbio, di paura, di pensieri contrari, allora quello che pensi si realizza.

Per il momento non è così facile, per fortuna aggiungo io, perché se l’uomo conoscesse le reali potenzialità della mente e le mettesse in atto, visto lo stato attuale della coscienza umana, le sue azioni sarebbero estremamente distruttive. Per questo dico che la meditazione e il pensiero creativo vanno di pari passo. Il pensiero creativo è l’obiettivo per costruire la propria vita in modo armonico e congruente, ma abbiamo anche visto che ci sono forti resistenze, interferenze, negatività che ci imprigionano in una gabbia costituita dai nostri stessi attaccamenti. La meditazione è lo strumento per liberarci, per aprire questa gabbia e volare nei cieli dello spirito.
I limiti che ci sembrano così oggettivi in realtà sono interiori, il limite è dentro di noi, in teoria non ci sono limiti alla creazione quando si conoscono le leggi della vita. Siamo sempre lì: “Se aveste fede quanto un granello di senape, direste a questo sicomoro: ‘Sradicati e trapiantati nel mare’, e vi ubbidirebbe”.
Se vogliamo portarlo sul piano scientifico, anche la psicologia afferma molte delle cose di cui abbiamo parlato, ad esempio che i limiti sono in noi, sono dovuti a cause interiori che dipendono dai nostri sentimenti / emozioni/ desideri / pensieri. Il limite della psicologia è che non prende in considerazione la presenza attiva dell’Anima, mentre la scienza esoterica spiega dove risiedono le vere cause e l’essenza divina di ogni essere umano. Dovremmo avere più fede. Fede in noi stessi e fede nella vita.

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Roberto Rovatti

Roberto Rovatti

Roberto Rovatti nasce a Carpi (MO) nel 1966. Nel 1985 si diploma in informatica. Nel 1994 “per caso” viene invitato a frequentare un corso di Raja Yoga tenuto da Massimo Rodolfi, e da quella sera nasce l’interesse per la spiritualità, che lo porta a seguire tutte le possibilità formative dell'associazione Atman. Nel 1996, nell’anno della sua fondazione, si iscrive alla Scuola Energheia, la prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici. Nel 1999, conseguito il diploma, inizia il percorso di insegnante di Raja Yoga all’interno dell’associazione Atman. Nel 2006 diviene istruttore della Scuola Energheia. Attualmente, collaborando con l'associazione Atman e la Scuola Energheia, tiene conferenze, corsi e seminari per trasmettere gli insegnamenti e le pratiche dell'Antica Saggezza.