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Riconoscimento degli ostacoli e valore dell’esperienza

001YogaTAgosto300_0Riconoscere gli ostacoli” sembra una battuta beffarda: come si fa a non accorgersi degli ostacoli quando ti cadono addosso o irrompono violentemente nella tua vita? O quando cerchi disperatamente di trovare una via d’uscita dal groviglio di certe situazioni e passeresti volentieri sopra il tuo nemico con un bel tir? Queste sono situazioni macroscopiche che in realtà nascondono quello che è il vero ostacolo. Il vero ostacolo è furbo, non si mostra volentieri e tuttavia è la causa del problema: si annida nelle pieghe della coscienza e non è facile stanarlo. Rimanendo sconosciuto continua a produrre le condizioni che ci angustiano e sarà così finché non ce ne renderemo conto.
Per riconoscere un ostacolo del genere  bisogna anzitutto cercarlo con gli occhi bene aperti e non sarà un’impresa facile perché si camufferà  con mille giustificazioni che creeranno proprio le conseguenze temute.
Per riconoscere un ostacolo ci vuole umiltà.  Quella necessaria a piegare lo sguardo dentro di sé accettando di trovare qualche sorpresa non proprio gradita, magari una deludente versione della propria immagine. Poi ci vuole di nuovo umiltà per riconoscere che quello che vedi è roba tua, non l’ha messa nessun altro lì dov’è. Questo è difficilissimo.
Ci vuole ancora un po’ di umiltà per riconoscere che quello che stai vedendo ti fa star male e fa star male anche qualcun altro.
E infine ci vuole coraggio  per accogliere una  verità che può essere come una medicina amara ma salutare. “Cosa amara tienila cara” diceva mia nonna…

Nell’atletica leggera gli ostacoli sono barriere da superare: interrompono una distanza da percorrere rallentando la corsa; superare gli impedimenti diventa una prova di velocità, di resistenza, di ritmo. Anche al di fuori dell’atletica vale lo stesso principio. Ritmo, stabilità, resistenza e velocità sono doni dell’esperienza e maturano proprio attraverso tutti gli errori fatti cercando di affrontare e risolvere gli ostacoli incontrati lungo il cammino. In questo sta il valore dell’esperienza: nell’opportunità  di ricavare dai propri sbagli l’utilità necessaria a migliorare il percorso. Sopra l’esito evidente di un errore ne sta un altro , superiore, che non sempre sappiamo. Il valore dell’esperienza non risiede solo in fenomeni eccezionali e vistosi, ma anche “nelle sensazioni minute che il cuore, più sensibile, riesce a percepire…Il cuore segnala la linea tortuosa tra ciò che ha vero valore e ciò che è solo condizionale.”(M.Morya)

Sperimentare nel laboratorio della coscienza tutte le variabili del nostro manoscritto richiede tempi lunghi, addirittura lunghissimi in rapporto a ciò che potremmo risvegliare delle nostre potenzialità assopite. Per chi vuole andare più alla svelta e sente la spinta del sacro fuoco della ricerca, esiste un percorso in grado di accompagnare il viandante nella conquista della conoscenza, un prezioso vademecum per l’itinerante alle prese con ostacoli di varia natura.
È il percorso che tende all’Unione ( questo è il significato della parola yoga) servendosi proprio dell’esperienza come chiave di volta per accedere al mondo interiore (là dove risiedono le cause del nostro agire) in modo attento, consapevole e partecipativo.  Questo percorso è stato scientificamente descritto in tutte le sue fasi da Patanjali  in quattro preziosi, piccoli libri che in realtà formano un testo unico: “Gli Yoga Sutra”.

Il valore di un’esperienza di questo tipo sta nel fatto che non è lasciata al caso, ma deliberatamente diretta e realizzata. Pertanto offre la possibilità di collaborare alla propria evoluzione. Pian piano  si nota che l’esterno diventa interiore e ciò che “è appreso e vissuto con il cuore”  spontaneamente cerca le vie per manifestarsi, superando tutti gli ostacoli.

Giovanna Spinelli

Giovanna Spinelli

Nata a novembre del 1952 a Lizzano (TA). Terminati gli studi magistrali ha frequentato a Firenze l’Università Internazionale d’Arte. Ha insegnato 22 anni nella scuola pubblica, prima a Padova e poi nella provincia di Taranto. Ha frequentato la scuola Energheia a Modena e attualmente è insegnante nella sede di Lecce, in Puglia. Nel 2003 ha fondato l’associazione INFINITO con l’intento di promuovere una sinergia nel campo educativo per orientare ogni sforzo verso l’affermazione di una visione che unifichi e non disperda le risorse della famiglia e della scuola, potenziando e non frammentando la loro funzione evolutiva. Il suo lavoro è tuttora dedicato alla crescita dei bambini e degli adulti.
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