Resistenza umana – seconda parte

resistenza umana2parteNella parte finale del precedente articolo sulla “tensione”, ho accennato ad un altro aspetto che accomuna l’evoluzione umana e l’elettrotecnica, la “resistenza”.

Questa forza rappresenta lo sforzo che una persona fa per opporsi a qualcuno o qualcosa.

Un esempio banale di resistenza è l’attrito, il solo fatto di camminare ci pone di fronte alla resistenza che oppone l’aria al nostro passaggio, cosa che non notiamo perché la resistenza è veramente bassa, la sensazione risulterebbe ben diversa se invece camminassimo nell’acqua. Lo stesso concetto lo possiamo applicare al passaggio della corrente all’interno di un cavo elettrico, in questo caso la resistenza che la corrente deve vincere è quella del materiale di cui è composto il conduttore, generalmente il rame.

In linea generale si può quindi sostenere che una persona sarà in grado di camminare nell’acqua o la corrente attraversare il cavo solo se la forza applicata in origine sarà tale da superare la resistenza che si oppone al movimento.

Anche l’uomo non fa eccezione su quanto scritto sopra, per cui quando si dice che una persona “resiste in una situazione” oppure “è restio al cambiamento” vuol dire letteralmente che si oppone ad una forza.

Ma come si manifesta la resistenza nell’uomo? E quale è la forza a cui si oppone?

La resistenza si può manifestare in vari modi che cambiano da persona a persona, ad esempio, quando devo prendere una decisione e mi invento scuse inverosimili oppure tergiverso pur di non fare una scelta netta e chiara; questo atteggiamento diciamo “temporeggiante” oltre ad evidenziare una opposizione, e quindi una resistenza al cambiamento, denota anche una certa difficoltà nell’assunzione di responsabilità, che, per l’appunto, una decisione implica.

Il raja yoga considera la “resistenza” manifestata dall’uomo come una inevitabile conseguenza della sua evoluzione. La forza che causa questa resistenza è l’anima, che discende in ogni individuo in maniera proporzionale al suo livello evolutivo, in pratica più è elevato il livello, maggiore sarà il flusso animico (che paragono alla “corrente” in elettrotecnica) che fluirà nei corpi inferiori che delimitano la personalità. La discesa dell’anima quindi, se da una parte porta inevitabilmente conflitto e resistenze, dall’altra porta anche la forza e la capacità di superarle, ponendo le basi per un ampliamento della coscienza che determina un aumento del livello evolutivo.

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