Quando sorge un pensiero contrario allo yoga…

quando_sorge_un_pensiero_300Il significato della parola Yoga è “unione”, ed è una conseguenza della integrazione della personalità di cui già abbiamo parlato. L’espansione di coscienza passa anche attraverso la progressiva unione di tutti gli aspetti che compongono la coscienza stessa, e questo deve diventare il nostro obiettivo. E’ la nostra meta e la dobbiamo perseguire a tutti i costi, altrimenti si rimane come siamo adesso, con i nostri limiti.

Massimo Rodolfi nel suo libro “La sfiga non esiste” ci racconta di come la coscienza sia una specie di impero del medioevo, minato nella sua integrità dai feudatari ribelli delle varie provincie. L’impero è il nostro vero Sé, il progetto che noi siamo e che sicuramente un giorno giungerà a compimento, poi ci sono i vari feudatari (il barone Von Karmen) che invece vogliono andare in altre direzioni per soddisfare i propri desideri egoistici, che difficilmente coincidono con il progetto del vero Sé.

Queste sono le “Immagini karmiche”, cioè il karma che si è impresso in noi a seguito delle nostre azioni passate. Il karma non è casuale, ha una qualità energetica ben precisa che è quella dell’azione che abbiamo compiuto. Questa si è impressa in noi in uno o più chakra, con quella determinata qualità energetica, che è fortemente attratta da situazioni che possano continuare a nutrirla della stessa energia (per esempio crudeltà, avidità, egoismo, ecc.). Come fa l’immagine karmica a procurarsi il nutrimento che le serve? Ci instilla pensieri, convinzioni e desideri, che definiamo inconsci, i quali ci spingono nelle situazioni più disparate. E noi non capiamo come mai siamo finiti proprio li e come mai certe situazioni capitino sempre a noi, mentre non ci rendiamo conto che dietro a tutto questo c’è un’immagine karmica in azione che “suggerisce” l’azione da compiere, che guarda caso produrrà proprio l’effetto da lei sperato (cioè finiremo per sperimentare la crudeltà, l’avidità, ecc.)

Quando una persona comincia a fare yoga si trova a disposizione 2 strumenti fondamentali: la meditazione e l’ascolto di sé. L’ascolto di sé è quello strumento che consente di entrare in contatto con sè stessi, cominceremo a sentire ciò che proviene dall’inconscio, a percepirne la qualità, a discriminare quelli che sono pensieri compatibili con lo yoga e quindi che vanno nella direzione dell’unione, e quelli che sono pensieri contrari allo yoga che in genere sono egoistici, sempre a nostro vantaggio, e magari a discapito degli altri. In parole semplici tutto ciò che unisce è yoga, mentre tutto ciò che divide è “maya”, illusione, ed è contrario allo yoga.

Il Buddha ha insegnato che questi pensieri / desideri sono alla base della sofferenza umana, ne sono la causa, e lo abbiamo già descritto nei vari articoli in cui parliamo del karma. Questa è la condizione umana “normale”. Ma come si fa ad uscirne, a liberarsi dalla tirannia delle immagini karmiche?

Patanjali come al solito ci indica la via, con affermazioni sintetiche, semplici, ma mirate, e allora afferma: “Quando sorge un pensiero contrario allo yoga esprimere il pensiero opposto”.

Quando la mente è allenata, e avendo compreso che l’energia segue il pensiero, inizierete a decidere quali pensieri sviluppare. Fino a quando non sarete liberi i pensieri arriveranno ancora dal subconscio (infatti Patanjali usa la parola “sorge”), però più la coscienza si espande e più sarete in grado di riconoscere la qualità dei vostri pensieri, comincerete a discriminare quali sono i pensieri contrari allo yoga, e avrete la capacità di “esprimere” il pensiero opposto. I termini usati non sono mai casuali.

L’energia segue il pensiero, se sapete cosa volete fare, lo farete. Quindi il vero problema è “sapere quello che è meglio per noi, veramente”, in questo ci aiuta “l’ascolto di sé”. Con questo strumento possiamo iniziare a comprendere e discriminare la qualità dei nostri pensieri/desideri. La meditazione poi ci aiuta a rendere la mente coerente e ben concentrata, per potere dirigere il pensiero secondo la nostra volontà, e non secondo l’inconscio.

L’energia segue il pensiero, dove noi portiamo l’attenzione lì fluisce l’energia. Per questo motivo se noi seguiamo in automatico i pensieri inconsci, finiamo per nutrire (involontariamente?) questa parte della nostra coscienza. La personalità è abitudinaria, i pensieri si ripetono secondo quelli che sono i nostri automatismi, è come quando la testina del vecchio giradischi si incantava e ripeteva sempre la stessa traccia. Esprimere il pensiero opposto significa spostare la testina sulla traccia che decidiamo noi, in modo consapevole, in base alla nuova capacità discriminativa che avremo sviluppato. All’inizio si fa molta fatica a spostare la testina dal solco nel quale è abituata a girare, la prima volta sarà dura esprimere il pensiero opposto, poi la seconda volta si farà ancora fatica ma un po’ meno, e così via fino a quando la nuova traccia diventerà il nuovo automatismo. L’energia segue il pensiero, con questa operazione inizieremo a nutrire il nostro vero Sé, espansione di coscienza, e allo stesso tempo toglieremo nutrimento all’immagine karmica che progressivamente andrà a morire. Il barone Von Karmen, privato dei rifornimenti, dovrà arrendersi e l’impero troverà unità e pace.

Questa cosa del “pensiero contrario allo yoga…esprimi il pensiero opposto” è una delle leggi della vita, e come tale funziona su tutti i piani, cioè funziona sul piano emotivo, mentale, causale, ma è anche una legge della fisica. Per esempio se volete annullare una energia sgradita che si esprime attraverso una particolare onda sinusoidale, dovrete opporre un’onda sinusoidale uguale e contraria, le due si elidono a vicenda.

Proseguendo il paragone tra le leggi della vita e quelle della fisica, che altro non sono che le leggi della vita applicate al piano fisico, è interessante notare come anche il karma sia l’equivalente energetica della III legge della dinamica che afferma: “ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria”. La legge del karma (che guarda caso letteralmente vuol dire azione) afferma che quello che tu agisci prima o poi ti ritorna, e ti ritorna uguale, cioè la stessa energia (se hai espresso crudeltà ti ritorna crudeltà, se hai agito con amore ti ritorna amore), e contraria, perché invece che essere tu ad agirla questa volta la subisci… e questa è sciiienza, come direbbe Crozza-Zichichi.

E allora il consiglio è di leggere gli “Yoga Sutra di Patanjali”, la mia versione preferita è “La luce dell’anima” di A.Bailey, troverete risposta a molti quesiti che vi ponete da troppo tempo…

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Roberto Rovatti

Roberto Rovatti

Roberto Rovatti nasce a Carpi (MO) nel 1966. Nel 1985 si diploma in informatica. Nel 1994 “per caso” viene invitato a frequentare un corso di Raja Yoga tenuto da Massimo Rodolfi, e da quella sera nasce l’interesse per la spiritualità, che lo porta a seguire tutte le possibilità formative dell'associazione Atman. Nel 1996, nell’anno della sua fondazione, si iscrive alla Scuola Energheia, la prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici. Nel 1999, conseguito il diploma, inizia il percorso di insegnante di Raja Yoga all’interno dell’associazione Atman. Nel 2006 diviene istruttore della Scuola Energheia. Attualmente, collaborando con l'associazione Atman e la Scuola Energheia, tiene conferenze, corsi e seminari per trasmettere gli insegnamenti e le pratiche dell'Antica Saggezza.