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Pace, pace e ancora pace – seconda parte

pace pace 2parteBisogna trovare la pace, ma per far sì che ciò accada bisogna coltivarla come giardinieri pazienti e nello stesso tempo consapevoli dei ritmi di una natura, compresa quella umana, che ha dei tempi prestabiliti che non possono essere forzati. I problemi derivano sempre da una condizione d’ignoranza, da sempre ostacolo ad una condizione armonica raramente percepita come possibile mentre si coltivano aspettative ed illusioni.

La pace ha bisogno di cure quotidiane, non possiamo rimanere in balia di eventi che sospingono all’automatismo, eventi nei quali ci crogioliamo ritenendo di essere defraudati, malgrado a nostra volta si creda di aver fatto tutto il possibile. Ma come fanno gli altri a non capire quello che per noi è “semplice”? Lo stupore regna sovrano… ma quanto sono ancora attuali la trave e la pagliuzza nei nostri occhi?

Bisogna aprirli questi occhi, senza il timore che vedano cose che noi umani non potremmo sostenere, almeno nelle nostre illusioni. Per molto tempo sono stati costretti ad arrabattarsi con una coscienza che possiamo definire come una selva oscura, un mondo fatto di ombre nelle quali, spesso e volentieri, ci siamo identificati. La Luce, in ogni caso, è stata sempre presente e mai ci ha abbandonato, una Luce che ha sempre guidato il nostro cammino.

Bisogna coltivarla la pace, bisogna dissodare il terreno nel quale potrà essere messa a dimora, bisogna avere fiducia del lavoro certosino messo in atto dalla Vita. Coltivare la pace ci farà divenire costruttori di armonia secondo i dettami del Buono, del Bello e del Vero e, a questo punto, le cure quotidiane potranno essere agite attimo per attimo, perché ogni istante è una opportunità, visto che ogni momento concorre nel creare un varco perché la Luce filtri.

Chi ha tempo non aspetti tempo, non si può indugiare percependo la pace come una condizione pericolosa o irraggiungibile, non sono questi i tempi, ma in fondo non lo sono mai stati: quando mai la Vita ha assecondato l’ignoranza consentendole di avere campo libero? Visto che giunti a questo momento un po’ più di consapevolezza ci pervade, a maggior ragione dovremo issare, facendoli garrire, i vessilli dell’anima, per poi schierarci apertamente al suo fianco.

Ci si comporta in questo modo quando si diviene intelligenti, perché non può esserlo chi perora continuamente la divisione sguazzandoci come un paperotto. Una coscienza intelligente comincia a cogliere con maggiore chiarezza ciò che divide, cercando immediatamente ciò che unisce, consapevole del fatto che questa condizione rappresenti, sempre e comunque, il punto di partenza per il proprio benessere.

Bisogna divenire terapeutici senza pensare di fare i pazienti tutta la vita, convinti che qualcuno o qualcosa si debba prendere cura della nostra persona. Siamo noi che ci dobbiamo prendere cura della Vita in ogni suo aspetto quindi che cosa aspettiamo? Non ci mancheranno di certo le occasioni… per esempio, mentre sto scrivendo, sono in treno per Roma e le opportunità non mancano.

Tutto potrebbe irritare, a partire da una stazione ferroviaria di Bologna affollata, da un treno annunciato in ritardo, da due signori che nel breve tragitto che ci ha portato alla stazione di Firenze si sono alzati 4 volte e lo stesso abbiamo dovuto fare, mia moglie ed io, dalla carrozza afosa e dal solito passeggero di cui, a fine viaggio, saprai tutto della sua vita e di quello che verrà.

Malgrado questo è accaduto tanto altro, come l’aiutare una persona a far salire il bagaglio, il sorriso di un bimbo meraviglioso in braccio alla mamma che ci ha accolti con un sorriso, l’ironia di chi ci ha portato il tè e la simpatia del controllore con il quale abbiamo scambiato due battute… per non parlare del bellissimo paesaggio che accompagna questo nostro viaggio che fa scemare ogni tumulto grazie anche il viso di mia moglie che osservo piacevolmente traendone ispirazione per questo articolo.

Per me è divenuto più semplice intuire da che parte stare, la pace deve venire prima di ogni altra cosa senza se e senza ma. Non importa se siamo sospinti verso la disarmonia, adducendo come scusa che qualcuno o qualcosa ci ha urtati e non potevamo fare altrimenti. Basta scuse e la pace diverrà possibile, ci vuole animo e anima per non cadere negli automatismi, prigioni dalle quali evadere il più presto possibile.

 

Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari

Graziano Fornaciari nasce nel 1961 a Modena, vivendo un'infanzia ed un'adolescenza nella continua ricerca di un'armonia percepita come possibile. Diplomatosi come perito termotecnico, radica, attraverso quest'esperienza, la necessità di amalgamare, per un fine comune, gli elementi della natura: terra, acqua, fuoco, aria. In seguito, partecipa a corsi di comunicazione, nei quali prende contatto con la propria emotività, percependo la necessità di viverla con distacco. La ricerca delle cause della sofferenza lo conducono alla pratica della meditazione, attraverso il Raja yoga, all'interno dell'associazione Atman, di cui diviene insegnante nel 1997. Si iscrive nel 1996 a Energheia, prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici, diplomandosi nel 1999. Ne diviene insegnante nel 2006 e adesso lavora presso le sedi di Modena e Roma, dedicandosi, consapevole della propria imperfezione, al conseguimento di una maggiore innocuità nei confronti della Vita, nel rispetto di se stesso e degli altri. Inoltre, cura una sezione all'interno della rivista esoterica, on-line “Il Discepolo” prima emanazione della Draco Edizioni casa editrice di divulgazione esoterica. Collabora anche, al portale web Yoga, Vita e Salute.
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