Orientarsi verso armonia e pace

ORIENTARSIVEROSARMONIAPACENon possiamo dirigere il vento ma possiamo orientare le vele (anonimo)

Il limite più grosso che accomuna la totalità degli uomini è, a detta dei più grandi esempi di saggezza di tutti i tempi, l’ignoranza. Nel mito della caverna Platone ha descritto questo stato come tipico della condizione umana; prima ancora Socrate sosteneva che il sapere di non sapere è già segno di consapevolezza; Einstein anche riteneva che siamo tutti ignoranti; per non parlare dei testi sacri risalenti alla tradizione indiana, che attribuiscono all’ignoranza la causa dell’infelicità umana. La circostanza che aggrava gli effetti della mancanza di conoscenza relativa a come effettivamente funzioni la vita è il non esserne consapevoli. Infatti, spesso il non avere il minimo sentore della parzialità del proprio sapere finisce con l’assolutizzare quello che si sa, trasformandoci in “ciucci (cioè somari) e presuntuosi”, come diceva il mio professore di matematica. Cioè diamo per scontato che quello che presumiamo nella nostra angusta visione sia sempre il non plus ultra del vero, del giusto, del sensato, il massimo insomma e non abbiamo dubbi. E invece no! Non abbiamo sempre ragione e le cose che ignoriamo sono sicuramente tantissime.

Se l’attuale società ipertecnologica è caratterizzata da un così profondo degrado generale, che ultimamente ci rimanda davvero solo brutture e scempi sul piano morale, civile, economico, ambientale e culturale, è perché qualcosa d’importante ci sfugge. Prima di tutto la responsabilità individuale nelle cose del mondo, la possibilità che abbiamo sempre di non rassegnarci al marcio imperante, ma di affermare altro con l’esempio, e soprattutto la certezza che il cambiamento è possibile e si costruisce con il nostro impegno, senza se e senza ma, è il caso di dire! “Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo” (Gandhi), “Fa tutto quello che devi al meglio che puoi e sii gentile” (anonimo), “Fa il bene, non fare il male” (Buddha), “Ama il prossimo tuo come te stesso” (Gesù): se solo, tutti i santi giorni, e più volte durante il giorno, avessimo come priorità d’intento almeno alcune di queste semplici indicazioni! Semplici indicazioni che richiedono, è vero, un impegno assoluto per essere messe in pratica, ma  gli effetti, in termini di radicamento di pace e stabilità interiore,  non possono mancare. Dobbiamo capire che la recriminazione per “tutto il male subito”, che ci accompagna buona parte del nostro tempo, ci allontana dall’isola felice che a parole desideriamo. Basta scegliere: smettere di lamentarsi e vivere consapevolmente, e questo non può che orientarci verso il bello e l’armonioso. Ma poi bisogna continuare ad affermare questa volontà nei piccoli gesti, azioni e lavori quotidiani, senza dare tregua alla corrente malsana di tendenze brutte, meschine, puerili e criminali cui siamo esposti in modo ormai intollerabile, contrastandole, senza rassegnarsi, nutrendoci e nutrendo di semi luminosi e sani. Non sono un’ utopia la pace, il bene e il bello. Basta non risparmiarsi, e il più è fatto. Soprattutto con i bimbi. È possibile, anzi doveroso, proteggerli dalla pochezza e dalla miseria delle tendenze culturali, che passano attraverso i giochi sempre più violenti, la musica ossessiva, i film spesso macabri e negativi, la brutta e diseducativa televisione, offrendogli convincenti esempi di vita semplice e autentica. Ricerchiamo le cose belle, armoniose, nutriamoci di belle parole, di poesia. Scegliamo i libri che leggiamo, la musica che ascoltiamo, i film che vediamo. Prefiggiamoci di tendere a una serenità permanente, a una leggerezza gioiosa che può solo far bene a chi ci sta vicino. Queste cure che rivolgiamo a noi stessi siano d’ispirazione al nostro agire nei confronti degli altri. Così piano piano ci liberiamo dalle catene che ci tengono legati in fondo alla caverna di platonica memoria e possiamo finalmente venire alla luce.

Le parole gentili sono brevi e facili da pronunciare ma la loro eco è infinita. (Madre Teresa di Calcutta 1910-1997)

La tenerezza e la gentilezza non sono segni di debolezza e disperazione ma dimostrazione di forza e risolutezza. (Kahlil Gibran)

Coloro che portano il sole nella vita degli altri non possono tenerlo lontano da sé. (Sir James M. Barrie)

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Anna Todisco

Anna Todisco

Anna Todisco nasce nel 1959 a Napoli, dove si laurea presso l’Istituto Universitario Orientale in lingue e letterature straniere moderne con specializzazione in lingue slave. Dal 1984 vive a Firenze dove fa varie esperienze di insegnamento a bambini, adolescenti, adulti. Per diversi anni segue, in collaborazione con i servizi sociali territoriali, bambini ed adolescenti problematici. Parallelamente coltiva ed approfondisce interessi che spaziano dalla filosofia orientale e yoga al reiki ed alle terapie olistiche. Sceglie di dedicarsi completamente alla famiglia cercando sempre di mettere in pratica le conoscenze acquisite ed i conseguimenti della sua ricerca interiore, convinta che la spiritualità si realizza nel quotidiano. Dal 1995 si occupa di raja yoga ed esoterismo, diplomandosi nel 1999 ad Energheia, prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici, fondata da Massimo Rodolfi, di cui è insegnante a Firenze. Tiene la rubrica Letteratura e spiritualità sulla rivista il Discepolo della Draco Edizioni e scrive per la sezione Yoga per Tutti all’interno del portale Yogavitaesalute.